MEDITATE CHE QUESTO E’ STATO

Il ventisette Gennaio prossimo, come ogni anno, ricorre il giorno della Memoria, in altre parole la giornata in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto. La celebrazione, voluta dalla società delle Nazioni Unite, ricorda l’ingresso delle truppe dell’Armata Rossa ad Auschwitz, il 27 gennaio del 1945. La costruzione del campo di concentramento di Auschwitz, venne realizzata utilizzando gli edifici di una caserma polacca, nel 1940.
Dopo la conferenza di Wannsee ( 20 gennaio 1942) in cui fu presentata la “soluzione finale del problema ebraico”, Auschwitz diventò, dopo il suo allargamento composta da Birkenau e Monowitz, la più gigantesca fabbrica di morte che l’umanità abbia visto. Vi furono deportate circa 1.300.000 persone, di queste ne vennero uccise 960.000, ma è solo una stima!
Erano donne, bambini, uomini, anziani; ebrei, rom e sinti, polacchi non ebrei, prigionieri di guerra sovietici, dissidenti politici di diverse nazionalità, omosessuali, testimoni di Geova, e poi disabili, anarchici, malati di mente
Tutti furono rastrellati dai Nazisti, in Germania e nei paesi occupati, caricati sui carri bestiame alla volta dei lager. Qui schedati e classificati, con un sistema semiologico ben preciso, cucito sulla divisa, detta “ zebra” dai prigionieri, oppure tatuati con un numero; contati e ricontati decine di volte al giorno, definiti stuch (pezzi) nell’agghiacciante partita doppia dell’eliminazione
Cosa può spingere persone normali, a compiere ciò che è stato fatto? Qualcuno si è domandato dove fosse Dio, quando venivano uccisi milioni di persone, e come avesse potuto permetterlo, dimenticando che siamo stati noi a consentirlo, con la nostra indifferenza, ma soprattutto perché il male non fu scandalo per l’umanità.
La shoah è uno de fatti più documentati in assoluto, ciò non ostante si continua a negare l’accaduto. Il negazionismo è un progetto politico, non una semplice opinione, per questo bisogna andare alla radice del male, e capirlo; bisogna riflettere sulle sue ragioni, ma non comprenderle, come ha affermato Primo Levi, perché non èp possibile comprendere l’Olocausto, non ci sono spiegazioni, Per questo la memoria collettiva è un obbligo.
Il razzismo, le discriminazioni nei confronti dell’altro,m del diverso da noi, hanno assunte nuove e più sofisticate forme di comunicazione, di propagazione ( Web, Social, Blog), e il nostro Paese non ne è esente
La Xenofobia, la paura e l’insofferenza per gli stranieri, tutti etichettati come incivili, sporchi, portatori di malattie, offre un facile capro espiatorio, che mette d’accordo tutti, indicando il “nemico” causa di tutti i nostri problemi.
La società è permeata da questo guano mefitico, e le scelte elettorali del nostro Paese, sono state chiare. Ormai non ci sono più argini, la scuola forse, ma una scuola che fa propri i valori della costituzione, e che li pratica, è il luogo dove è possibile valorizzare la solidarietà, la conoscenza, la consapevolezza, affinché le giovani generazioni, facciano proprio il monito di Primo Levi: riflettere sulle ragioni del male:” Meditate, che questo è stato” , dice Levi. E’ accaduto quindi può ancora accadere.
Historicus

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