TUTTI PER LA PACE MA I DISTINGUO RESTANO

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12489839465 5c643b83b5 zLa piattaforma “Europa for Peace” ha riunito laici, cattolici e tutte le associazioni del volontariato per dire no alla guerra. Da Roma a Milano, da Torino a Napoli, le piazze arcobaleno, hanno issato le bandiere con la colomba bianca stilizzata, per chiedere “un cessate il fuoco immediato” del conflitto in Ucraina. Stop alle armi, sì, ma anche con dei distinguo che non sono mancati.
 Nella Capitale più di cinquantamila (stima prudente delle presenze) hanno aderito alla manifestazione indetta dai sindacati e oltre 500 associazioni. In apertura lo striscione di Europe for Peace era portato da scout e da volontari della Comunità di Sant’Egidio.  A Roma massiccia anche la presenza dei sindacati,  di Rete per il Disarmo, Arci e Anpi. All’evento romano anche leader di partito.  Diverse bandiere arcobaleno della pace e uno striscione con scritto Pace in 10 lingue diverse. Il corteo, scortato dalla polizia, è sfilato per via Terme di Diocleziano, via Cavour, Piazza Esquilino, via Merulana per poi arrivare, dopo avere attraversato via Manzoni, in piazza San Giovanni dove sul palco si sono tenuti gli interventi programmati. 
 L’elenco delle adesioni è infinito, comunque, oltre alle organizzazioni sindacali hanno aderito un Po tutti: ARCI, ACLI, ANPI, la DIACONIA VALDESE, Istituto Buddista Italiano, le chiese Evangeliche d’Italia, AZIONE CATTOLICA, AUSER, Federconsumatori, SUNIA, e perfino il Movimento dei Focolarini.
Tutti sfilano per chiedere lo stop alle armi, che l’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite “si assumano le responsabilità di un negoziato”. “La pace è possibile”. L’ha detto don Luigi Ciotti dal palco della manifestazione per la pace a piazza San Giovanni, a Roma. Ciotti ha poi invitato a diffidare, “. “Diffidiamo dei neutrali, troppi sono i neutrali nel nostro Paese, diffidiamo dei più pericolosi che sono i mormoranti”. Sono quelli che stanno sempre zitti, ma poi dissonanti che in altri luoghi giudicano, insultano e non fanno nulla. Le coscienze pacificate sono le madri dei conflitti”.
 Dal palco in piazza San Giovanni, dove erano presenti anche ragazzi e ragazze iraniani, che hanno esposto uno striscione con scritto “Donna, vita e libertà”, si sono poi dipanati gli interventi. Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio, ha chiesto al presidente della Federazione russa, facendo sue le parole del Papa, di “fare uscire il suo popolo dalla spirale della guerra, e al presidente dell’Ucraina perché sia aperto a serie proposte di pace”.  Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha ricordato che non ci si può “rassegnare alla guerra, perché il rischio di un conflitto nucleare è concreto”. L’evento si è chiuso con “Bella Ciao” cantata dalla piazza.
Il corteo ha compreso tutto lo scibile umano in materia: un gruppo di lavoratori ucraini iscritti alla Cgil, presente al corteo romano per la pace, che si è mosso da piazza della Repubblica, ha intonato l’inno nazionale, sostenendo uno striscione a sostegno del governo di Kiev.
Gli esponenti del Pd si sono messi, nel corteo, tra le bandiere della Comunità di Sant’Egidio e quelle delle Acli. Il segretario Enrico Letta è atteso a breve, mentre sono già presenti numerosi parlamentari e amministratori, tra cui il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, Debora Serracchiani, Francesco Boccia, Matteo Orfini e Laura Boldrini.
 Luigi De Magistris, leader di Potere al Popolo, presente, con Giorgio Cremaschi, al corteo per la pace a Roma. “Fuori l’Italia dalla Nato” è il coro dei manifestanti che reggono uno striscione con scritto: “No alla guerra, no all’invio di armi Tagliamo le spese militari”. 
La CGIL di Salerno, ha dato il suo contributo alla buona riuscita della iniziativa con due pullman.
A Milano si ritrovano in cinquemila, all’evento indetto dal Terzo Polo di Renzi e Calenda, all’Arco della Pace. Una piazza, spiegano gli organizzatori, ’non politicizzata’ con pochissime bandiere della pace ma tanti vessilli dell’Ucraina e dell’Unione europea e tanti striscioni “contro l’aggressione russa” e a favore delle sanzioni europee.
Sul palco, che aveva sullo sfondo una gigantesca bandiera dell’Ukraina, si sono succeduti gli interventi.
 Calenda ha sostenuto che “tutti vogliamo la pace, ma da dove deriva la pace? Dalla libertà o dall’asservimento? All’Arco della Pace  schierati anche alcuni cittadini ucraini arrivati da Roma. “Ci siamo sentiti molto più vicini a voi e siamo venuti con il pullman”, ha detto Oles Horodetskyy, presidente dell’associazione. Sul palco anche Letizia Moratti, ex vicepresidente della Regione Lombardia, che ha terminato il suo intervento dicendo che “ci sono momenti in cui bisogna scegliere da che parte stare ed io sono qui per questo”.
 In piazza a Napoli erano, invece, più di diecimila per l’evento ribattezzato “Insorgiamo”. Studenti e sigle della galassia antagonista, gli ex Gkn dalla Toscana, i Sì COBAS, sono arrivati nel capoluogo partenopeo da tutta Italia. Un corteo durante il quale non sono mancati momenti di tensione quando sono stati lanciati bengala e petardi contro la sede dell’ENEL, sono state anche bruciate gigantografie delle bollette.
 Infine a Torino presidio “contro l’invasione russa” organizzato, tra gli altri, dai Radicali e +Europa.

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