25 Aprile !

 

 

 

 

 

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Il 25 aprile 1945, settantasette anni or sono alle 8 del mattino, via radio,Sandro Pertini, a nome del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamava l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazi-fascisti, mettendoli davanti all’alternativa “ Arrendersi o perire!”

In realtà la lotta era già cominciata qualche anno prima, dopo l’armistizio dell’8 Settembre del 1943, e ancor prima con gli straordinari scioperi del Marzo dello stesso anno a Milano, Torino e Genova; ma la data del 25 Aprile ’45 rimane data simbolica per chi combatté la guerra partigiana.

Erano donne, uomini, preti, operai, intellettuali, giovani, perfino ragazzi. Soldati e ufficiali dell’esercito italiano, lasciati allo sbando, scampati alle deportazioni in Germania perché non si erano arruolati nell’esercito della Repubblica di Salò.

Gente di ogni età ed estrazione sociale, con differenti idee religiose e politiche, ma tutti accomunati da un’identica idea: lottare per raggiungere la Democrazia, liberare l’Italia e mettere fine a vent’anni di dittatura fascista.

Non ci sono dati concreti, d’altronde sarebbe impossibile reperirne, vista l’estrema aleatorietà delle fonti, ma si stima che tra i 400.000 e i 500.000 partigiani e partigiane armati abbiano svolto azioni di guerriglia, di sabotaggio, di supporto all’esercito angloamericano.

Ma fu anche guerra civile, guerra contro la Repubblica Sociale Italiana, lo stato fantoccio voluto e sorretto dai nazisti, contro coloro che, giovani e giovanissimi, in buona o in mala fede, si schierarono dalla parte sbagliata, e che assieme a fanatici e sanguinari, si resero protagonisti di stragi, repressioni e atti di ferocia senza pari nei confronti delle popolazioni.

La data del 25 Aprile rappresenta anche l’avvio della fase di governo del CLN, che sfocerà nel referendum del Giugno ’46 per la scelta monarchia o repubblica, consultazione che vedrà per la prima volta le donne chiamate alle urne; poi dopo la nascita della Repubblica Italiana, la stesura della carta Costituzionale.

E’ da, da quelle donne e uomini che lottarono per la libertà e per la democrazia che discendono i valori fondanti della nostra Costituzione, basati sul lavoro, sulla pace, sull’uguaglianza, sulla libertà dal bisogno.

Questo racconto non può restare relegato alla retorica di una giornata! Va trasmesso alle giovani generazioni, va testimoniato nella prassi quotidiana. La lotta Partigiana deve ricordarci che nulla fu regalato, che tutto venne conquistato; ed è per questo che la Costituzione, con i suoi valori, nata dopo un ventennio di dittatura, rimane un bene indisponibile!

Quest’anno,in occasione del 25 Aprile, una riflessione si impone. Il tema, ovviamente, riguarda ciò che accadde negli anni tra il 1943 e il 1945, ed i possibili accostamenti a quello che sta accadendo in Ucraina dopo l’aggressione Russa.

L’ANPI, per parte sua, dichiarando il proprio totale ripudio della guerra come mezzo per risolvere le questioni tra le nazioni, ha assunto una posizione netta e condivisibile. NATO e USA stanno armando l’Ucraina affinché vada fino in fondo in questa guerra, e non perché sia più forte nel tavolo della trattativa che, prima o poi,bisognerà aprire; il risultato è che, come ha osservato il Pontefice, si è giunti alla “terza guerra mondiale a pezzi”

Non si parla quasi più di negoziati. Sembrerebbe che la pace, che chiede inevitabilmente delle mediazioni, non interessi più a nessuno, soprattutto alla stampa mainstream, che continua ad esaltare gli eroici ucraini, che vanno armati, per combattere efficacemente Putin.

Cui prodest? Si chiedevano i latini. Non certo all’Europa, che appoggia e rifornisce una guerra che ogni giorno che passa, rischia di trasformarsi in un conflitto mondiale.

E’ opportuno non farsi travolgere dall’ondata conformista e ribadire il nostro rifiuto più totale alla guerra, a tutte le guerre, la ricerca della pace è stato uno dei temi fondanti del manifesto di Ventotene, dal quale presero le mosse e le premesse per la costituzione dell’Unione Europea. Non dimentichiamolo.

W il 25 Aprile! W la pace!