Cinque piazze per cambiare


Roma,Milano,Bari e Cagliari. CGIL e UIL hanno invitato i lavoratori a marciare uniti con lo slogan “ Insieme per la giustizia” per modificare l’iniqua manovra del governo Draghi.

Il cuore, l’obiettivo primario della giornata di lotta, erano fisco, pensioni, politiche industriali, tutti temi unitari, che avevano visto le tre sigle sindacali confrontarsi unitariamente con il governo, ed esprimere insoddisfazione per le risposte considerate insufficienti. Per questo è incomprensibile la volontà tutta politica di sfilarsi dalla giornata di mobilitazione.

Anche gli studenti hanno risposto all’appello di CGIL e UIL, a fianco dei lavoratori sono scesi in piazza, con la creatività che li contraddistingue, Rete della Conoscenza, Unione degli studenti, e Link coordinamento universitario, per dare voce a una generazione che è da tempo uscita dal radar dei vari governi, e che rischia di rimanere emarginata da una precarietà non più tollerabile.

Oltre ventimila i lavoratori presenti in piazza del Popolo, il contributo di Salerno è stato soddisfacente, tredici i pulman giunti a Roma per manifestare, le adesioni allo sciopero sono state alte in tutta la provincia e in tutti i comparti, raggiungendo il 70% in alcuni settori, segno evidente che la lotta è sentita.

La CISL, come dicevamo, non ha partecipato allo sciopero con la risibile motivazione dell’inopportunità dello scontro in questa fase, tranne poi proclamarne ineffabilmente uno tutto suo sabato prossimo, definendolo “responsabile” (sic)

Non sono nuove cesure tra le tre sigle, in materia di scioperi generali. A vario titolo si sono divise su diversi argomenti, alcuni dei quali di carattere squisitamente politico, soprattutto negli anni ’40 e ’50. L’ultimo sciopero generale unitario risale a Novembre del duemilatredici contro la legge di stabilità del Governo Letta.