Occupazione femminile e giovanile

domiciliare L’Italia viaggia a bassa quota

Nei paesi scandinavi l'occupazione femminile sfiora l'80%, mentre lungo la penisola italiana si attesta al 46,4 per cento. Sostanzialmente, quindi, in Italia lavora meno di una donna su due.
Questi dati OCSE(Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico),
relativi allo scorso anno, evidenziano la scarsa attenzione del Governo verso la “politiche occupazionali” e fanno riflettere sul ritardo culturale presente nel nostro Paese in tema di partecipazione a pieno regime delle donne al mondo del lavoro.
In Italia, dunque, nonostante i sensibili passi avanti, le donne che lavorano rimangono una minoranza ed il tasso di occupazione è calato rispetto al 2008, quando era pari al 47,2%.
Il nostro paese, insomma, continua ad essere lontano non solo dalla vetta della classifica (74,4% della Norvegia), ma anche dalla media OCSE (56,5%). Il vertice della graduatoria continua a essere occupato dai paesi scandinavi, dove almeno sette donne su dieci sono occupate: dietro alla Norvegia si allineano infatti la Danimarca con il 73,1% e la Svezia con il 70,2%.
L'OCSE, comunque, sottolinea anche che non sono solo le donne, in Italia, a fare fatica nella ricerca di un posto di lavoro.
La disoccupazione giovanile (fra 15 e 24 anni) dalle Alpi alla Sicilia viaggia infatti sopra il 25%, contro il 16,4% della media europea. Anche in questo caso la situazione risulta peggiorata rispetto al 2008 (21,3%). Peggio dei giovani italiani si trovano solo quelli spagnoli (37,9%) e quelli greci (25,8%), mentre molto positivo, ancora una volta, rimane il dato norvegese, dove i ragazzi senza lavoro sono meno di uno su dieci (9,2%).
Rispetto a questo quadro, fa bene dunque la Cgil a preparare una serie di iniziative con al centro il tema del lavoro e dell’occupazione. Punti questi essenziali per il rilanciare l’economia e per ridare slancio ai bilanci di tanti di lavoratori in difficoltà perché senza lavoro o nella migliore delle ipotesi in cassa integrazione, soprattutto nel Mezzogiorno e, quindi, nel Salernitano.

27 dicembre 2010 Ufficio Stampa Cgil Salerno