Manifestazione Cgil 28 Marzo Nocera

L’Agro diventi il motore dell’economia provinciale

Nocera Inferiore. «Se riparte l'Agro nocerino riparte l'economia dell'intera provincia di Salerno». Questa la convinzione delle istituzioni, delle associazioni, del mondo della chiesa, dei lavoratori che in massa ieri hanno partecipato alla manifestazione per lo sviluppo, la legalità e l'occupazione nell'Agro nocerino organizzata dalla Cgil di Salerno.Un lungo corteo che ha percosso le strade cittadine chiedendo più attenzione e politiche di sviluppo per l'Agro nocerino, terra che storicamente è stata il motore trainante dell'economia salernitana. «Siamo qui per testimoniare le potenzialità dell'Agro nocerino per uno sviluppo economico ed occupazionale - ha affermato Franco Tavella, segretario generale della Cgil di Salerno - Il futuro per l'Agro nocerino passa per la difesa del suo apparato industriale e il rilancio, la qualificazione e la competitività della filiera agroalimentare e per una concreta azione di relazione con l'intera provincia per i prodotti agricoli. E poi c'è la riqualificazione ambientale, assicurando lavoro e vivibilità, e una lotta efficace alle illegalità». In tanti durante il corteo chiedono aiuti economici per l'Agro nocerino eppure qui, negli scorsi anni, sono arrivati centinaia di milioni di euro: «Spesso - risponde Tavella - questi ingenti fondi sono stati sprecati, non utilizzati o divorati da troppi faccendieri. Abbiamo denunciato, il più delle volte in una condizione di isolamento, lo scandalo della reindustrializzazione dell'area ex Mcm di Fosso Imperatore. Per questo è necessario sciogliere i consorzi che operano per lo sviluppo di questo territorio e creare sinergie per sfruttare le potenzialità di un'area, affiancando gli imprenditori seri e cacciando quelli disonesti». Un richiamo all'unità delle istituzioni lo ha lanciato il sindaco di Nocera Inferiore: «Non è pensabile a uno sviluppo dell'Agro nocerino se non riusciamo a mettere da parte campanilismi e individualismi. Lo sviluppo di queste zone passa sempre più per una stretta collaborazione e una programmazione comprensoriale tra i vari comuni per assicurare migliori servizi a costi bassi, le infrastrutture, il riordino urbanistico e la reindustrializzazione». E il presidente della provincia Angelo Villani: «Dobbiamo difendere e riqualificare l'esistente e pensare anche ad attività alternative rispetto alle tradizionali. Penso al sistema ambientale, a una riorganizzazione policentrica della "Città dell'Agro", mettere in rete risorse ed infrastrutture; alle piattaforme logistiche di Castel San Giorgio e Mercato San Severino; alla mobilità intermodale, alla creazione di una Eurodisney nell'area nord dell'Agro per incrementare un flusso turistico da collegare anche a quello del turismo religioso e archeologico-culturale». r.s.

«Siamo qui per l'orgoglio e il futuro della nostra terra, in cui vogliamo vivere con dignità e da uomini liberi». Ad affermarlo è uno dei 5mila manifestanti che ieri mattina hanno affollato il corteo organizzato dalla Cgil. C'è preoccupazione tra la gente che segue il corteo fino all'ultimo con gli interventi di Franco Tavella, segretario provinciale Cgil, Michele Gravano, il regionale, e Vera La Monica della segreteria nazionale Cgil. Tra i primi a sfilare i dipendenti dell'industria conserviera: «Se si fa impresa seriamente - afferma Ugo Picarella della Flai - puntando sull'innovazione di processo e di prodotto e sui lavoratori, si riesce ad essere competitivi e ad allungare anche i mesi di lavoro degli stagionali, che in alcuni mesi arrivano a 10». Luisa Apicella e Aniello Paragallo assieme ad altri lavoratori gridano la loro preoccupazione per gli stagionali dell'agroalimentare, precari da sempre. Sfilano poi la Federconsumatori e i lavoratori del consorzio di bonifica: «Abbiamo chiesto di mantenere il marchio Coop con una nostra cooperativa di soci - reclama con forza Lucia De Maio, della Rsu aziendale sei supermercati Copp in via di cessione - ma ci hanno dato una risposta negativa. Ma noi continuiamo a lottare per il nostro posto di lavoro e per far sopravvivere quei valori della cooperazione che anche al sud siamo capaci di interpretare». Seguono gli edili: «L'edilizia è stato un settore trainante dell'Agro nocerino, anche questo oggi in crisi - ricorda Michele Di Vece, della Fillea - L'edilizia è un mondo anche dove la presenza della criminalità organizzata è forte facendo una concorrenza spietata. Concorrenza di imprese losche e politiche del massimo ribasso negli appalti inducono altre aziende a fare lavoro nero e risparmiare sulla sicurezza». Lo Spi, il sindacato pensionato, con Lino Picca ricorda le salate bollette dell'acqua inviate dalla Gori, mentre Amedeo Bufano della lega di Battipaglia sottolinea che il 70% dei pensionati della provincia vive con meno di 500 euro: per questi c'è bisogno di un aiuto concreto subito. Tra i lavoratori sfila anche Massimo Cariello, assessore provinciale al lavoro: «L'Agro nocerino e la piana del Sele sono i territori con maggiori potenzialità in provincia, ma dobbiamo finire con i fondi dati a pioggia e avere una strategia per ogni settore produttivo e con una regia unificata per stabilire le priorità». Arrivano anche quelli della Fiom: «Forte è la crisi dell'indotto collegato al settore automobilistico anche a Salerno - afferma Domenico Smaldone - Il 50% delle aziende metalmeccaniche fa cassa integrazione. Chiediamo una politica industriale nazionale e regionale che eviti la concorrenza spietata tra aziende italiane». Presente anche Legambiente con Michele Buonomo. «C'è in atto una riduzione drastica dei servizi pubblici e quindi personale - ricorda Arturo Sessa della Funzione pubblica - ma senza un implemento e una riorganizzazione di questi servizi non è possibile nessun sviluppo dell'Agro». Alla manifestazione ha dato l’adesione anche la Diocesi di Nocera. r.s.

Fonte: Il Mattino 29/03/2009