Lingam Bellizzi

Sit-in di protesta dei lavoratori dinanzi Tribunale Fallimentare

I lavoratori della LINGAM di Bellizzi hanno effettuato, questa mattina, un sit-in di protesta dinanzi alla Sezione del Tribunale Fallimentare di Salerno per rivendicare i loro diritti e chiedere una svolta ad una situazione che è in fase di stallo da più di un anno.
I 34 operai dell’azienda che produce manufatti in cemento armato, infatti, da novembre 2005 non ricevono stipendio.
Nonostante tutto gli operai hanno continuato a prestare servizio fino allo scorso mese di marzo quando, esasperati, hanno deciso di incrociare le braccia: ad aggravare la situazione, infatti, si era aggiunto il mancato rispetto da parte dell’azienda di precedenti accordi. Tali intese, stipulate grazie all’intervento della CGIL, prevedevano il pagamento delle competenze arretrate da effettuare in diverse rate. Dopo una serie di incontri effettuati con gli organi e le Istituzioni competenti, tra cui il Comune di Bellizzi e l’Assessorato Provinciale al Lavoro, si è arrivati al ricorso giudiziario per recuperare le spettanze.
Il 13 novembre 2006 c’è stata una prima udienza promossa da alcuni creditori della ditta e contestualmente i lavoratori hanno presentato i propri ricorsi tramite l’ufficio legale CGIL. In quell’occasione la LINGAM ha esibito una richiesta di concordato preventivo e la Commissione Fallimentare si è riservata di prendere una decisione in merito.
A tutt’oggi non sono giunte notizie.
Nel frattempo i lavoratori sono impossibilitati a cercare una nuova occupazione in quanto, tuttora, risultano dipendenti dell’azienda.

“La situazione per noi è diventata insostenibile – ha dichiarato Carmine Scarpa, Responsabile del Settore Operativo della LINGAM – aspettiamo da mesi risposte che non arrivano e nel frattempo siamo costretti a ricorrere a lavori saltuari, anche in nero, per cercare di andare avanti. I nostri documenti sono nelle mani dell’azienda e per questo non possiamo neppure cercare un nuovo lavoro”.

“A partire dall’inizio della vertenza la Fillea CGIL di Salerno ha messo in campo tutte le azioni necessarie per tutelare e garantire i diritti ai lavoratori della LINGAM – ha dichiarato Michele Di Vece, Segretario Generale Fillea CGIL - Questo comunque non ha consentito una soluzione della vertenza, a causa anche dell’arroganza e della totale mancanza di disponibilità da parte dei vertici dell’azienda che, nonostante avessero la consapevolezza della impossibilità di continuare l’attività produttiva, vista la gravissima situazione di indebitamento nella quale ci si trovava, ci hanno ostacolati. Tutto ciò ha determinato la inevitabile scelta, che il sindacato ha tentato fino alla fine e in tutti i modi di scongiurare, di chiedere il fallimento della ditta. Questa mattina, in un incontro con il Presidente del Tribunale Fallimentare di Salerno, la Dottoressa Chianese, seguito all’iniziativa di protesta, si è venuti a conoscenza, finalmente, del fatto che il Collegio, riunitosi venerdì 26 gennaio, ha dichiarato il fallimento. Questo ci consente di attivare tutte le procedure previste dalla legislazione italiana per far riconoscere a questi lavoratori sia le retribuzioni arretrate, sia l’intervento della Cassa Integrazione Guadagni”.


30-01-07 Ufficio Stampa CGIL Salerno