
La riunione straordinaria dei delegati a Roma: "Rimettiamo al centro il lavoro per ricostruire il paese". I temi sul tavolo: tagli alla p.a. e aziende in crisi, licenziamenti e giovani. "Ridurre le 40 forme contrattuali introdotte del centrodestra"
Le crisi industriali che colpiscono le aziende italiane, i tagli alla pubblica amministrazione. Il lavoro per i giovani, la lotta al precariato con la riduzione delle 40 forme contrattuali attualmente in vigore. E ancora la battaglia contro il lavoro nero, una nuova politica per l'occupazione femminile e per il Sud. Sono tanti i temi sul tavolo che verranno nell'assemblea straordinaria dei delegati della Cgil, in programma sabato 3 dicembre a Roma.
Il sindacato, spiega Corso Italia, ha convocato l'iniziativa "per rilanciare le sue proposte per il rilancio e la ricostruzione del paese, con al centro i temi del lavoro, le vertenze e le situazioni di crisi, i giovani e le donne, dopo la lunghissima mobilitazione che ha accompagnato i tre anni del centrodestra". E' la prima grande manifestazione del sindacato con il governo Monti.
Appuntamento nella capitale presso il Palalottomatica, piazzale dello Sport, a partire dalle 9,30. La conclusione è prevista per le ore 14 con l'intervento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. E'prevista la partecipazione di oltre 15mila delegati e delegate delle diverse realtà produttive e di lavoro di tutto il paese.
LE CRISI INDUSTRIALI. La Cgil ricorderà i numeri della crisi produttiva che è esplosa da tre anni nel nostro paese. Oltre 50mila aziende hanno fatto ricorso alla cassa integrazione straordinaria e in deroga. Le ore di cig richieste in totale superano i 3,2 miliardi, mentre 3 milioni e 500mila lavoratori sono stati toccati dalla "cassa" (equivalenti a 500mila posizioni a zero ore). Sul tavolo del ministero dello Sviluppo ci sono 187 vertenze aperte, questo il numero delle aziende in crisi, che mettono a rischio oltre 223mila lavoratori. Per quanto riguarda i settori, è una crisi trasversale che li interessa tutti: dalla chimica all'itc, dal farmaceutico al navale e meccanico, elettrodomestici, ceramica, mobile, trasporti e siderurgia. "La cig ha tamponato e nascosto lo spessore della crisi in questi tre anni - spiega la Cgil -, il governo non è stato in grado di intervenire sui fattori di crisi strutturale né dare indicazioni di sviluppo".
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Il settore pubblico troverà spazio nell'assemblea dei delegati. Anche qui la precarietà arriva a grandi numeri: a fronte di circa 61mila lavoratori precari che hanno fruito delle leggi che ne permettevano la stabilizzazione, secondo i dati Cgil, continuano ad esservi 122mila lavoratori con contratto non a tempo indeterminato e circa 117mila contratti di collaborazione e consulenza. A questi numeri si aggiungono quelli dei rapporti a tempo determinato nei settori della conoscenza, circa 200mila lavoratori precari. Circa 70mila vincitori di concorso non entrano nella p.a.. Dal 2011 il taglio del 50% della spesa per lavoro precario sta determinando interruzioni anticipate o mancati rinnovi, con le conseguenti ripercussioni sui lavoratori e sulla continuità dei servizi pubblici. Il sindacato chiederà "politiche del lavoro che non penalizzino le giovani generazioni e favoriscano la qualità e l'universalità dei servizi pubblici".
IL LAVORO E I GIOVANI. Mentre si moltiplicano disoccupati e inattivi, peggiora anche la qualità dei nuovi posti di lavoro: circa 8 assunzioni su 10 sono precarie, utilizzando le oltre 40 possibilità contrattuali introdotte dalle leggi del centrodestra. Dal lavoro a chiamata alle collaborazioni fine e occasionali, fino alle prestazioni pagate con voucher sotto i minimi salariali. L'assemblea del 3 dicembre sarà l'occasione per chiedere al governo Monti di rilanciare la lotta al precariato, coltivare il lavoro stabile, tutelato e formato come base per il progresso e la coesione sociale. A partire proprio dalla razionalizzazione delle forme contrattuali.
COMBATTERE IL SOMMERSO. In Italia il 17% della ricchezza prodotta evade il fisco, i contributi, i diritti: centinaia di miliardi l'anno e di più di tre milioni di lavoratori costretti ad avere salari da fame e condizioni di lavoro spesso terribili, come confermano da ultimo le tragedie di Nardò e di Barletta. "Occorre rovesciare l'impostazione fin qui seguita - secondo la Cgil -, in cui invece che potenziarli i controlli e la sicurezza sono stati ridotti e occorre sancire che mettersi in regola è un obbligo e un vincolo di coesione sociale". La lotta al sommerso deve passarsi su una repressione mirata e finalizzata, sostegno alla pubblica amministrazione come garante di legalità, rendere convenienti le assunzioni regolari.
LE DONNE E IL SUD. Sul tavolo dei delegati, ovviamente, anche i nodi più complessi del mondo del lavoro. Come il tasso di occupazione femminile: se confrontati al resto d'Europa i dati sulla partecipazione delle donne al lavoro restano allarmanti. Nel 2010 il tasso di occupazione al femminile si è arrestato al 46,1%,(30,8% al Sud, al 55,6 al Nord-ovest e 56,9% al Nord-est), il 12% in meno rispetto alla media europea. 800.000 donne sono state “licenziate” o costrette a lasciare il lavoro a causa della maternità, ovvero l’8,7% delle donne lavoratrici con almeno un figlio. Tante sono le mamme che, nel 2010, hanno abbandonato il mondo del lavoro o sono state costrette a farlo. "La finestra dell’Italia femminile che lavora è desolante", sostiene il sindacato.
Quindi il Mezzogiorno, che paga un prezzo altissimo all'interno della crisi italiana. "Le manovre economiche recessive e depressive del governo Berlusconi hanno peggiorato le condizioni di vita dei lavoratori, degli anziani delle donne e dei giovani che vivono nel Sud. Le misure basate sui tagli lineari alla spesa pubblica e sulla drastica riduzione degli investimenti hanno avuto drammatiche conseguenze sui servizi alla persona, sulla capacità pubblica di favorire mobilità e gestione del territori, sull'occupazione, sulla crescita". Dall'assemblea la Cgil ribadirà le sue proposte: utilizzare subito i fondi europei, riattivare gli investimenti su sviluppo e sostegno alle imprese, sostenere l'occupazione e l'industria, accelerare i cantieri, intervenire contro l'illegalità con strumenti adeguati.
29 novembre 2011 Versione
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