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Campagna di mobilitazione volta a contrastare il progetto di autonomia differenziata

Nell’ambito della campagna di mobilitazione volta a contrastare il progetto di autonomia differenziata portato avanti dal Governo, la CGIL di Salerno unitamente alla FLC, Funzione Pubblica, Fillea e FILT Provinciali, , hanno organizzato nella giornata di domani dalle ore 9,00 alle 17,00, una iniziativa all’interno dell’Università Agli Studi di Salerno, con l’istallazione di un gazebo nello spazio adiacente il Bar Ravello, in prossimità del Rettorato (in alternativa in caso di pioggia lo spazio coperto antistante il Bar Ravello), dove ci  saranno momenti di informazione e confronto su temi e problematiche in materia di sanità, istruzione, lavoro, ambiente, salute ed assistenza, che possono pregiudicare la tenuta unitaria del sistema nazionale in un contesto nel quale già esistono forti squilibri fra aree territoriali e regionali.
Continua il nostro impegno contro ogni forma di regionalizzazione del sistema istruzione e ricerca - dice Clara Lodomini, Segretario Generale della FLC CGIL Salerno - Rinunciare all’unitarietà culturale e politica del sistema istruzione e ricerca significa, infatti, rinunciare a garantire uguaglianza di opportunità alle nuove generazioni nell’accesso alla cultura, all’istruzione e alla formazione, fino ai più alti livelli, così come prevede la nostra Costituzione. Significa prefigurare un sistema educativo e formativo a più velocità. Significa determinare una condizione di allarme democratico.
Domani, saremo in presidio all’Università di Salerno per continuare la raccolta di firme contro ogni ipotesi di autonomia differenziata - continua Clara Lodomini - per denunciare che siamo a conoscenza di una bozza di decreto ministeriale che prefigura la definitiva scomparsa dell’unitarietà del sistema universitario, sancendo, in maniera definitiva, la divisione tra università di serie A e università di serie B o C, tra le aree scientifiche e gli stessi docenti. Saremo in campo - conclude la Lodomini - per contrastare la logica della diversificazione, delle autonomie rafforzate e delle eccellenze, per garantire qualità della didattica, sviluppo della ricerca e diritto allo studio in tutte le aree del Paese.
Nessuna autonomia senza prima una legge quadro che definisca livelli di prestazioni essenziali per sanità, servizi sociali e non autosufficienza, afferma Antonio Capezzuto Segretario Generale della Funzione Pubblica CGIL Salerno. Senza queste condizioni, il riconoscimento di maggiori forme di autonomia si tradurrebbe in un'ulteriore crescita delle diseguaglianze. L'autonomia per essere positiva, deve essere agita con l’obiettivo di raggiungere, nei differenti territori, standard uniformi e non alimentare le divaricazioni. Sulle Province, ad esempio, il Governo deve comprendere che bisogna aumentare le competenze, non ridurle.
Un No alla secessione delle regioni ricche è stato espresso da Luca Daniele  Segretario provinciale della Fillea Cgil Salerno, Categoria che si occupa dei lavoratori del comparto delle costruzioni. “ A tutti i cittadini devono essere garantiti i diritti sanciti dalla costituzione” . Infatti, future forme di autonomie regionali differenziate oltre ad espropriare dalla competenza statale tutti i grandi servizi pubblici nazionali ( strade, autostrade, porti, aeroporti) , farebbero  venir meno qualsiasi forma di programmazione infrastrutturale in tutto il Paese,  con minori trasferimenti di risorse per l’edilizia scolastica, per la tutela e la messa in sicurezza dell’ ambiente ,  Di conseguenza, soprattutto nella provincia di Salerno , rischieremo di perdere, definitivamente, le già esigue risorse atte a ridurre al minimo i rischi di frane, smottamenti ed esondazioni che sistematicamente ogni qualvolta piove si ripetono creando ingenti danni al territorio e troppo spesso anche alle persone .Cosi come, di sicuro, non avremo più risorse per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, costruiti negli anni 60 e 70 , che non sono mai state interessate da interventi di adeguamento sismico. Infine con la regionalizzazione delle autostrade l’ enorme costo per la gestione   e per la manutenzione delle stesse  sarebbe possibile solo attraverso la richiesta di pedaggi ai cittadini .  Un rischio enorme , da scongiurare, soprattutto per la oramai tanto attesa,  tratta autostradale,  Salerno Avellino.
Continua Gerardo Arpino, Segretario Generale Filt CGIL Salerno:  siamo da sempre la Cenerentola d’Italia per la bassa dotazione infrastrutturale e per i servizi pubblici, una congiuntura complessa come quella che si sta attraversando, Le poche risorse degli investimenti infrastrutturali, infatti, hanno un impatto negativo non solo sul Pil di un territorio, ma anche sulla distribuzione del reddito; vogliono differenziare i salari e le retribuzioni, al Sud sempre meno.
E la mobilità integrata  è un asset imprescindibile per il presente ed il futuro prossimo, in un armonico sistema pensato a misura d’uomo, sostenibile ed in grado di rendere ottimale sia l’aspetto economico, sia l’impatto ambientale che l’aspetto sociale. La frammentazione di concessioni ferroviarie autostradali e la creazione di nuovi organi con poteri devoluti rischia di generare enormi distorsioni,  di appesantire ancor di piu la già pachidermica macchina burocratica. 
Specifici ed ulteriori  pedaggi, nuovi dazi per reti portuali ed aeroportuali, accesso privilegiato di traffici internazionali, creerebbero barriere e nuovi perimetri limitando di fatto  la mobilita delle persone dei mezzi delle merci impattando fortemente sull’economia 
E’ chiaro, conclude Arturo Sessa, Segretario Generale della CGIL di Salerno, che nelle condizioni date, la proposta è irricevibile, di fatto secessionista ed a tutto danno delle popolazioni del Sud del Paese. La CGIL deve essere radicalmente contraria a questa proposta ed attrezzare ogni iniziativa democratica di mobilitazione per fermare questo scellerato e divisivo progetto.
Vogliamo un Paese europeista, unico ed indiviso.

Salerno 22 maggio 2019

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