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GLI
SPECIALI DELLA CGIL SALERNO
CGIL,
Cent'anni di storia di Giuseppe CASADIO (Presidente
Associazione Nazionale centenario CGIL) |
Il 1° ottobre 1906 fu fondata la Confederazione
Generale del Lavoro. Già da alcuni decenni esistevano,
anche in Italia, organizzazioni di autodifesa dei lavoratori
che operavano su scala locale (Le Leghe), o per professione
o mestiere (le società operaie). Da quelle più
elementari forme di aggregazione, nel corso della seconda
metà dell’800, sorsero le prime Camere del
Lavoro e le prime Federazioni nazionali di settore (dei
tipografici, dei tessili….).
Ma fu nel 1906 che si verificò una
grande novità destinata a segnare la vita sociale
politica dell’Italia: Camere del Lavoro e Federazioni
di settore decisero di associarsi per dar vita ad una “Confederazione”
di lavoratori di tutti i settori e di scala nazionale.
Una decisione animata da valori di solidarietà
e di coesione, più forti delle tante differenze che
pur segnavano, allora come ora, l’universo del lavoro
subordinato; differenze di condizioni materiali, di livelli
culturali, di contesti territoriali.
Le organizzazioni “economiche”
del movimento operaio – come allora erano definiti
il sindacato e le altre organizzazioni mutualistiche e solidalistiche
– furono protagoniste della storia difficile e sofferta
della formazione dello Stato italiano, non meno degli stessi
partiti politici, fino alla tragedia del fascismo; e ad
anche della dittatura, clandestinamente, la Confederazione
disse ed operò. Fu proprio nell’antifascismo
militante e nel clima della lotta di liberazione che maturò
la scelta di partiti democratici di fondare nel 1944 la
CGIl unitaria (Patto di Roma); esperienza breve ma necessaria
per la rinascita dello Stato democratico. La Costituzione
della Repubblica lo testimonia nei suoi principi generali
e in molti dei suoi disposti, a partire dall’art.
1.
E anche le rotture successive sollecitate
del clima della guerra fredda e della dura contrapposizione
politica, non soffocarono nel sindacalismo confederale italiano
la fedeltà ai valori della democrazia, del pluralismo
culturale e politico, della solidarietà, la tensione
unitaria. Così la CGIL, e l’intero sindacalismo
Confederale, svolse nuovamente una decisione decisiva nel
preservare le istituzioni democratiche dalle insidie dello
stragismo neo-fascista e del terrorismo. E non di meno la
sua azione si rivelò decisiva in tutte le fasi più
critiche della evoluzione del sistema economico: dalle lotte
per il lavoro negli anni della ricostruzione all’impegno
costante per lo sviluppo del mezzogiorno, del Governo delle
grandi ristrutturazioni industriali degli anni ’70
alle scelte di responsabilità con cui il mondo del
lavoro contribuì al risanamento economico e finanziario
del sistema, scelte che consentirono di ricollocare l’Italia
a pieno titolo fra gli artefici della Unione Europea, nonostante
la gravissima crisi politiche ed istituzionale dei primi
anni ’90. le grandi trasformazioni della fine del
Novecento in campo politico, a livello nazionale ed internazionale,
le innovazioni tecnologiche, la globalizzazione dell’economia,
hanno coinvolto in profondità tutta la società
italiana e propongono, nel mutato contesto, con rinnovata
urgenza e problematicità, il tema della partecipazione,
della coesione sociale, del rapporto fra istituzioni, rappresentanza
politica e rappresentanza sociale. È aperto il confronto
fra diverse concezioni dello Stato, tra la prospettiva di
“Stato minimo” dominato dalle leggi del mercato
e la piena realizzazione di un modello democratico solidalistico
e partecipato che valorizzi le diverse identità sociali.
Restituire valore al lavoro, raffermarne
la soggettività individuale (i diritti e le tutele)
e collettiva (la funzione delle sue rappresentanze nel sostanziare
la nostra idea di democrazia e di libertà) è
la costante del nostro impegno oggi non meno di ieri. In
Italia – valorizzando i principi costituzionali –
e in Europa – per difendere e consolidare il modello
sociale partecipativo e solidalistico.
Cento anni di storia della CGIL rappresentano
un lungo cammino di emancipazione sociale e di crescita
civile, certo non lineare e non privo di contraddizioni,
ma sempre ancorato ai principi di libertà e democrazia.
Nella fedeltà a questi valori trova fondamento il
larghissimo e crescente consenso di cui gode la CGIL (oggi
secondo sindacato in Europea con i suoi 5 milioni e seicentomila
iscritti e prima aggregazione sindacale nel continente,
fra le prime al mondo, assieme a CISL e UIL). Celebrare
i 100 anni della Cgil significa non solo ricucire i grandi
fili della memoria ma soprattutto aprire una prospettiva
per il domani nella consapevolezza che il lavoro, le persone
che lavorano, sono parte fondamentale del patto sociale
e democratico
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