LA CGIL PUNTA AL RIORDINO
E ALL’INTEGRAZIONE DEI SERVIZI
Il 2° Congresso della CdLT della
Provincia di Salerno, nell’esprimere una positiva valutazione
sul complesso delle attività svolte dall’insieme delle
strutture di servizio nella nostra provincia, ribadisce la necessità
della complementarietà tra l’azione di rappresentanza generale
e l’attività di tutela individuale, e conferma:
• La necessità di una migliore sinergia tra i vari servizi,
tra i servizi e le categorie, tra i servizi e le strutture confederali.
• L’urgenza di concretizzare l’azione di coordinamento
e di sviluppo delle attività di formazione, informazione, strumentazione
informatica, gestione delle risorse umane ed economiche.
Il sistema delle tutele e dei servizi, attraverso le strutture promosse
dalla Confederazione, (Patronato, Caaf, Uffici vertenza-legali, alpa,
ecc) costituiscono uno strumento di grande rilevanza nell’assicurare
l’esigibilità dei diritti contrattuali, sociali, di cittadinanza.
Il decentramento territoriale delle strutture di tutela e dei servizi,
e l’azione comune con leghe SPI e categorie, ha rappresentato
in tanti punti della nostra provincia una grande opportunità
nello stabilire un rapporto politico-organizzativo con lavoratrici e
lavoratori, pensionate e pensionati, giovani, immigrati, emarginati,
cittadini in genere. Tutto ciò ha consentito di mantenere o fatto
crescere la nostra azione di proselitismo, il nostro grado di rappresentatività,
la nostra capacità di rappresentanza, che può ulteriormente
incrementarsi con un ulteriore miglioramento dell’interazione
tra i servizi e le singole strutture.
In questo ambito il Congresso della
CdLT della Provincia di Salerno impegna il Comitato Direttivo che sarà
eletto, insieme alla segreteria, a portare avanti i seguenti obiettivi
e le seguenti priorità:
1. Migliorare e sviluppare l’azione sinergica tra le strutture
di tutela individuale i servizi e le categorie, tenendo conto dell’
insieme delle attività presenti in provincia di Salerno, delle
trasformazioni sociali, del mondo del lavoro in generale e di quelle
più peculiari e condizionanti della nostra provincia;
2. Consolidare il rapporto tra il sistema dei servizi e lo SPI, la sua
ramificazione territoriale e le leghe;
3. Esercitare l’azione di indirizzo e di controllo previste dall’art.
13 dello Statuto;
4. Continuare nell’adottare tutte le misure possibili idonee a
migliorare la capacità di accoglienza e di risposta dell’insieme
dei servizi e delle loro specifiche articolazioni, favorendo gli investimenti
finalizzati a garantire la qualità nell’azione di tutela
e di servizio, l’efficacia delle procedure, la completezza nell’azione
di tutela;
5. Sviluppare l’azione formativa dei quadri che operano nel Sistema
e nelle sue articolazioni in grado di sostenere adeguatamente lo sviluppo
delle professionalità, il consolidamento dell’appartenenza,
le competenze proprie e delle altre attività indispensabili ad
ampliare la capacità di risposta.
6. Sostenere l’azione formativa propria e quella che si può
realizzare congiuntamente tra le categorie e le attività di tutela,
ottimizzando le esperienze già realizzate nella nostra provincia.
7. In tale contesto occorre sviluppare un azione informativa tesa a
migliorare la capacità e la qualità della comunicazione
tenendo conto:
o delle nuove generazioni e dei problemi connessi all’accesso
al mondo del lavoro e al consolidamento dei diritti;
o della differenza di genere e di tutti gli ostacoli ancora presenti
per rendere effettivamente esercitata la parità tra i sessi;
o dei fenomeni migratori che determinano una pluralità di diritti
e di doveri in quanto lavoratrici, lavoratori, cittadini, migranti;
o dei problemi degli Anziani della loro condizione sociale, della qualità
dei servizi e della loro effettiva fruibilità;
o dell’esigenza di tutelare i diritti delle persone che lavorano
in un quadro di profonde trasformazioni, che spesso determinano una
condizione di precarietà e assenza di diritti;
o della messa in discussione della stato sociale e della sua qualità
con la conseguente necessità di sviluppare insieme all’azione
nazionale e regionale, la contrattazione locale garantendone l’effettiva
esigibilità per tutti i cittadini.
L’azione di tutela da sviluppare in questa fase della vita sociale
e delle politiche contrattuali, presuppone il superamento di artificiose
separazioni di conoscenze, ruoli e competenze interne all’Organizzazione.
Il congresso impegna l’eleggendo
Comitato direttivo e la Segreteria a sviluppare ogni iniziativa politica
e organizzativa tesa a superare, nel pieno rispetto etico e legislativo
della privacy, ma nella consapevolezza che l’organizzazione è
patrimonio degli iscritti e che gli iscritti sono patrimonio dell’intera
organizzazione, la frammentazione delle banche dati e di qualsiasi altro
ostacolo alla circolazione delle informazioni essenziali a garantire
i diritti delle persone che si rivolgono alle nostre strutture di rappresentanza
e di tutela.
Il congresso impegna l’intero
gruppo dirigente a sostenere, con le necessarie azioni costruite con
CISL UIL e ACLI, il ruolo e le peculiarità proprie dei patronati
e dei CAAF più volte sottoposti ad attacchi generalizzati da
parte del governo e dalle destre tendenti a ridurre o annullare la loro
azione di tutela per milioni di cittadini.
Ordine del giorno presentato da 21 Delegati.
Primi firmatari Mario Salsano Seg Confederale, Ernesto Picarone Direttore
INCA. Approvato all’unaminità.