Presente
e passato, emozione e commozione si sono intrecciati, alternati, susseguiti
nella giornata di studio e riflessione organizzata dalla Cgil Salerno
in vista della festa della Repubblica del prossimo 2 giugno. Una giornata
iniziata con la deposizione di una corona al monumento celebrativo di
Giovanni Amendola, salernitano antifascista sacrificatosi in nome dei
propri ideali, e proseguita al Casino Sociale dove storici, studiosi,
rappresentanti del mondo politico e sindacale hanno dibattuto sul “contributo
del sud alla costruzione dell’Italia unita e democratica”.
Sotto al busto dedicato ad Amendola ha preso la parola Carlo Ghezzi,
Presidente della Fondazione Di Vittorio. “La Resistenza, la Costituzione
– ha detto – ed il diritto dei lavoratori sono legati. La
storia non è mettere sullo stesso piano chi si batteva per la
democrazia e chi per la tirannide. Bisogna avere pietà per tutti
i caduti, ma restano le responsabilità individuali”.
“La partecipazione all’iniziativa è stata straordinaria
– ha commentato Franco Tavella, segretario generale Cgil Salerno
- i temi, i contenuti, l’alto profilo del dibattito e la serietà
con la quale si è svolto sono stati la migliore risposta al nervosismo
politico ed alle cadute di stile che, in questi giorni, abbiamo registrato
da parte di qualche rappresentante istituzionale”.
Ricostruzione storica e richiami alla Costituzione hanno animato un
convegno che, partendo dal passato, ha cercato le chiavi per interpretare
il presente fino ad arrivare alla più stretta attualità
con una riflessione sulla manovra finanziaria del governo e le sue ricadute
sul Mezzogiorno, sui lavoratori, sul Paese.
A proporla è stata Susanna Camusso, segretaria della Cgil Nazionale.
“La Costituzione che dobbiamo difendere e rispettare non dice
delle nostre radici, ma del Paese che si voleva costruire – ha
esordito la Camusso - E questa intenzione è racchiusa sin nei
primi articoli, quelli che parlano di lavoro e di una uguaglianza da
realizzare con un incrocio tra opportunità e diritti, nel rispetto
delle diversità. Oggi tutto questo viene continuamente messo
in discussione, in ultimo da una manovra che fa dell’istruzione
un diritto negato, che considera la sanità una questione di bilancio,
che sponsorizza l’idea che tutto possa essere ridotto a merce
e privatizzazione. Oggi i più penalizzati sono i giovani ed un
paese che non offre prospettive ai suoi figli, che costringe i suoi
migliori cervelli a migrare da nord al sud o, peggio ancora, fuori dai
propri confini è un paese che non guarda e non vede. La finanziaria
– ha continuato la segretaria - riduce la presenza dello Stato
che perde man mano la propria identità di soggetto che si occupa
dei cittadini. Il peso della manovra ricade sugli enti e le istituzioni,
spesso unico interlocutore per i cittadini che non hanno più
prospettive, e sui lavoratori pubblici negando, così, il valore
del lavoro. La Cgil non ha mai detto no alla manovra, ma deve gridare
no a questa manovra. Non si possono cancellare diritti contrattuali
già acquisiti. Si può, invece, aumentare lo “scudo
fiscale” o chiedere un’addizionale per la crisi a quei redditi
che superano i 150mila euro. Ecco perché saremo in Piazza il
prossimo 12 giugno per difendere i diritti dei dipendenti pubblici e
poi, ancora, a fine mese per uno sciopero generale cui vorremmo partecipassero
anche Cisl e Uil”.
Salerno, 31-05-2010 Ufficio stampa Cgil Salerno |