| Nocera Inferiore. «Se
riparte l'Agro nocerino riparte l'economia dell'intera provincia di
Salerno». Questa la convinzione delle istituzioni, delle associazioni,
del mondo della chiesa, dei lavoratori che in massa ieri hanno partecipato
alla manifestazione per lo sviluppo, la legalità e l'occupazione
nell'Agro nocerino organizzata dalla Cgil di Salerno. Un
lungo corteo che ha percosso le strade cittadine chiedendo più
attenzione e politiche di sviluppo per l'Agro nocerino, terra che storicamente
è stata il motore trainante dell'economia salernitana. «Siamo
qui per testimoniare le potenzialità dell'Agro nocerino per uno
sviluppo economico ed occupazionale - ha affermato Franco Tavella,
segretario generale della Cgil di Salerno - Il futuro per l'Agro
nocerino passa per la difesa del suo apparato industriale e il rilancio,
la qualificazione e la competitività della filiera agroalimentare
e per una concreta azione di relazione con l'intera provincia per i
prodotti agricoli. E
poi c'è la riqualificazione ambientale, assicurando lavoro e
vivibilità, e una lotta efficace alle illegalità».
In tanti durante il corteo chiedono aiuti economici per l'Agro nocerino
eppure qui, negli scorsi anni, sono arrivati centinaia di milioni di
euro: «Spesso - risponde Tavella - questi ingenti fondi sono stati
sprecati, non utilizzati o divorati da troppi faccendieri. Abbiamo denunciato,
il più delle volte in una condizione di isolamento, lo scandalo
della reindustrializzazione dell'area ex Mcm di Fosso Imperatore. Per
questo è necessario sciogliere i consorzi che operano per lo
sviluppo di questo territorio e creare sinergie per sfruttare le potenzialità
di un'area, affiancando gli imprenditori seri e cacciando quelli disonesti».
Un richiamo all'unità delle istituzioni lo ha lanciato il sindaco
di Nocera Inferiore: «Non è pensabile a uno sviluppo dell'Agro
nocerino se non riusciamo a mettere da parte campanilismi e individualismi.
Lo sviluppo di queste zone passa sempre più per una stretta collaborazione
e una programmazione comprensoriale tra i vari comuni per assicurare
migliori servizi a costi bassi, le infrastrutture, il riordino urbanistico
e la reindustrializzazione». E il presidente della provincia Angelo
Villani: «Dobbiamo difendere e riqualificare l'esistente e pensare
anche ad attività alternative rispetto alle tradizionali. Penso
al sistema ambientale, a una riorganizzazione policentrica della "Città
dell'Agro", mettere in rete risorse ed infrastrutture; alle piattaforme
logistiche di Castel San Giorgio e Mercato San Severino; alla mobilità
intermodale, alla creazione di una Eurodisney nell'area nord dell'Agro
per incrementare un flusso turistico da collegare anche a quello del
turismo religioso e archeologico-culturale». r.s.
«Siamo qui per l'orgoglio e il futuro della nostra
terra, in cui vogliamo vivere con dignità e da uomini liberi».
Ad affermarlo è uno dei 5mila manifestanti che ieri mattina hanno
affollato il corteo organizzato dalla Cgil. C'è preoccupazione
tra la gente che segue il corteo fino all'ultimo con gli interventi
di Franco Tavella, segretario provinciale Cgil, Michele Gravano, il
regionale, e Vera La Monica della segreteria nazionale Cgil. Tra i primi
a sfilare i dipendenti dell'industria conserviera: «Se si fa impresa
seriamente - afferma Ugo Picarella della Flai - puntando sull'innovazione
di processo e di prodotto e sui lavoratori, si riesce ad essere competitivi
e ad allungare anche i mesi di lavoro degli stagionali, che in alcuni
mesi arrivano a 10». Luisa
Apicella e Aniello Paragallo assieme ad altri lavoratori gridano la
loro preoccupazione per gli stagionali dell'agroalimentare, precari
da sempre. Sfilano poi la Federconsumatori e i lavoratori del consorzio
di bonifica: «Abbiamo chiesto di mantenere il marchio Coop con
una nostra cooperativa di soci - reclama con forza Lucia De Maio, della
Rsu aziendale sei supermercati Copp in via di cessione - ma ci hanno
dato una risposta negativa. Ma noi continuiamo a lottare per il nostro
posto di lavoro e per far sopravvivere quei valori della cooperazione
che anche al sud siamo capaci di interpretare». Seguono gli edili:
«L'edilizia è stato un settore trainante dell'Agro nocerino,
anche questo oggi in crisi - ricorda Michele Di Vece, della Fillea -
L'edilizia è un mondo anche dove la presenza della criminalità
organizzata è forte facendo una concorrenza spietata. Concorrenza
di imprese losche e politiche del massimo ribasso negli appalti inducono
altre aziende a fare lavoro nero e risparmiare sulla sicurezza».
Lo Spi, il sindacato pensionato, con Lino Picca ricorda le salate bollette
dell'acqua inviate dalla Gori, mentre Amedeo Bufano della lega di Battipaglia
sottolinea che il 70% dei pensionati della provincia vive con meno di
500 euro: per questi c'è bisogno di un aiuto concreto subito.
Tra i lavoratori sfila anche Massimo Cariello, assessore provinciale
al lavoro: «L'Agro nocerino e la piana del Sele sono i territori
con maggiori potenzialità in provincia, ma dobbiamo finire con
i fondi dati a pioggia e avere una strategia per ogni settore produttivo
e con una regia unificata per stabilire le priorità». Arrivano
anche quelli della Fiom: «Forte è la crisi dell'indotto
collegato al settore automobilistico anche a Salerno - afferma Domenico
Smaldone - Il 50% delle aziende metalmeccaniche fa cassa integrazione.
Chiediamo una politica industriale nazionale e regionale che eviti la
concorrenza spietata tra aziende italiane». Presente anche Legambiente
con Michele Buonomo. «C'è in atto una riduzione drastica
dei servizi pubblici e quindi personale - ricorda Arturo Sessa della
Funzione pubblica - ma senza un implemento e una riorganizzazione di
questi servizi non è possibile nessun sviluppo dell'Agro».
Alla manifestazione ha dato l’adesione anche la Diocesi di Nocera.
r.s.
Fonte:
Il Mattino 29/03/2009
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