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Alla M.C.M. prevale il lavoro virtuale |
Troppi i progetti industriali rimasti sulla carta
I lavoratori della M.C.M. di Salerno presidiano la fabbrica di Fratte
a fronte della mancata risposta sulla delocalizzazione dell’attività
produttiva.
Ricordiamo che la variante urbanistica che interessa l’area M.C.M.
di Fratte era subordinata, con delibera del Consiglio Comunale di Salerno,
al mantenimento di livelli occupazionali ed alla delocalizzazione dell’attività
produttiva.
Ad oggi l’unica decisione messa in campo è la variante,
con conseguente inizio dei lavori di riqualificazione urbana, nel mentre
i lavoratori hanno consumato tutti gli ammortizzatori sociali, ed è
facile prevedere i licenziamenti con decorrenza 31.12.2008.
La storia recente della M.C.M. di Salerno è la rappresentazione
di una ventennale economia virtuale che non ha prodotto nè occupazione
nè produzione.
Sin dal 1995 il signor Lettieri acquista l’area M.C.M. di Angri
e di Salerno a condizioni di vantaggio dovute alla dismissione delle
partecipazioni statali.
Nel ’97 l’area di Angri veniva ceduta all’imprenditore
Antonio Russo per il valore di circa 16 miliardi di Lire e 140 lavoratori
in forza allo stabilimento venivano trasferiti a Fratte.
In questo secondo stabilimento, come ormai noto a tutti, la produzione
non è mai andata a regime.
Vogliamo unicamente sottolineare che l’organico dal 1995 ad oggi
si è ridotto da 400 a 115 addetti, tale riduzione è stata
possibile attraverso il continuo ricorso a decreti di mobilità
finalizzati a prepensionamenti.
Ancora nel 2005 la M.C.M. pur non producendo risultava destinataria
di un finanziamento di circa 6 miliardi di euro attraverso la legge
488.
Una mare di danaro pubblico per una fabbrica che non è mai andata
a regime e per progetti industriali rimasti sempre e solo sulla carta.
Salerno, 27.11.2008
Il Segretario generale Cgil Salerno
Franco Tavella
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