Il 25 gennaio scorso, presso l’Aula
Consiliare del Comune di Campagna, la CGIL Salerno ha scelto di ricordare,
in occasione de “La giornata della memoria”, i circa 6 milioni
di ebrei vittime dell’olocausto, della persecuzione nazista. In
una intensa ed emozionante giornata, scandita da momenti di confronto
e riflessione, i giovani studenti degli Istituti Superiori di Campagna
hanno avuto la possibilità, tra l’altro, di rivolgere domande
a Denise Epstein, figlia della scrittrice Irene Nemirovsky, morta ad
Auschwitz per la follia nazista.
Di seguito riportiamo una sintesi dell’intervento della Segretaria
della CGIL, Clara Lodomini, che ha aperto i lavori.
“Anche quest’anno la CGIL ha voluto caratterizzare la propria
iniziativa nel ricordo della Shoah puntando al coinvolgimento delle
giovani e dei giovani delle scuole superiori di Campagna.
Insieme al sindaco Luongo, al segretario generale della CGIL di Salerno
Franco Tavella, al Segretario Regionale della CGIL, Michele Gravano,
ai quali vanno i nostri ringraziamenti per la presenza e per la sensibilità
che hanno dimostrato nella genesi di questa iniziativa, saranno le ragazze
ed i ragazzi di Campagna a confrontarsi con la signora Denise Epstein,
figlia di Irene Nemirosky, scrittrice morta nel campo di concentramento
di Auschwitz il 17 agosto del 1942 e autrice del bellissimo romanzo
“Suite francese”.
Un romanzo che narra dei primi bombardamenti su Parigi, nel giugno del
1940, con la fuga precipitosa degli abitanti atterriti per l’arrivo
dei tedeschi.
Avvenimenti narrati in presa diretta, scritti dall’autrice prima
di essere arrestata e deportata ad Auschwitz.
Un romanzo pubblicato postumo in Francia a cura della signora Denise,
che per sessant’anni ha conservato nella valigia della madre il
suo ultimo manoscritto, accompagnato da appunti e note della stessa
autrice.
Grazie a questo romanzo, si intrecciano e si incontrano più tempi,
più uomini, più donne, più storie.
La memoria non è un’operazione lineare.
Il tempo della memoria è circolare come i tempi delle stagioni.
La memoria vera è quella che fa sì che presente e passato
siano vissuti insieme, e il tempo di oggi, di ora e di qui, di un paese
della provincia di Salerno si incontra con anni passati e terribili.
Per questo, il giorno della memoria assume un senso solo se si libera
dalla retorica celebrativa, dai luoghi comuni, e si arricchisce non
solo di commozione, ma anche di analisi rigorosa sulle responsabilità
e le connivenze. E permette di indagare sul presente.
La difesa nei confronti della banalità del male consiste nel
preservare libere le nostre menti, nel conservare la capacità
di mettere in dubbio le certezze imposte, di diffidare dei pensieri
unici. E per questo serve anche la buona letteratura.
Il mondo di oggi è il mondo dove tutto è “attuale”
e perciò si consuma nel momento stesso in cui accade.
Non c’è un prima e neanche un dopo.
Questo è l’oblio.
L’oblio che Irene Nemirosky voleva sconfiggere, scrivendo un testo
che sfidasse il passare del tempo: fra gli appunti che accompagnano
la stesura di “Suite francese”, ce n'è uno datato
2 giugno 1942, undici giorni prima dell'arresto, che mi ha particolarmente
colpita: "Non dimenticare mai che la guerra finirà e la
parte storica sbiadirà. Cercare di mettere insieme il maggior
numero di cose, di argomenti... che possano interessare la gente nel
1952 o nel 2052… Rileggere Tolstoj".
Questo romanzo è ricerca di una libertà dal disastro dell’abbrutimento,
dai nichilismi, dalle violenze, dalla barbarie: “Ma allora, cos’è
che ti conforta?... La certezza della mia libertà interiore…
questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere
o conservare…”
27 gennaio 2008 Ufficio Stampa Cgil Salerno

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