“Carta acquisti”

domiciliare Massimo effetto mediatico e scarsi risultati per gli anziani

Riportiamo di seguito la nota di Carla Cantone, Segretaria Generale Nazionale dello Spi-Cgil, inviata alle Segreterie regionali e territoriali ed ai Responsabili dei comparti Previdenza e Mercato del Lavoro degli Esecutivi regionali e territoriali del Sindacato Pensionati Italiani Cgil per evidenziare la fumosa risonanza data dal Governo alla “CARTA ACQUISTI ” ed i disagi che sta provocando agli anziani destinatari della stessa.

Questo il testo della nota.

Care compagne e cari compagni,
alla fine di dicembre terminerà la prima fase dell’operazione “CARTA ACQUISTI”, avviata dal governo con molto ritardo rispetto ai tempi annunciati a luglio.
A causa della ristrettezza dei tempi e della complessità degli adempimenti richiesti, molte persone, saranno escluse. È noto, infatti, che per avere diritto alle rate di quest’anno occorre che la domanda sia presentata entro il 31 dicembre.
Su un milione e trecentomila possibili destinatari, sono soltanto trecentomila quelli che, secondo notizie di stampa, hanno presentato la domanda e ricevuto la carta.
Per il governo si tratta di una buona notizia, non così per i cittadini. L’effetto mediatico è stato massimo mentre il risultato sarà molto più contenuto di quelli preventivati, come d’altra parte abbiamo sempre denunciato.
Le carte consegnate, peraltro, non sono immediatamente utilizzabili nonostante i relativi intestatari abbiano ricevuto il PIN.
Ci giungono da più parti segnalazioni di persone che hanno provato a utilizzare la carta e in quel momento hanno scoperto che era priva di disponibilità. Un’umiliazione in più di cui questo governo si è reso responsabile.
In questo mese, insieme alle altre strutture della CGIL, abbiamo svolto un intenso lavoro per aiutare i pensionati a districarsi da una serie di vincoli, norme e condizioni, tutti pensati per limitare al massimo i possibili beneficiari.
Ora è tempo di fare un primo bilancio. Confermato il nostro giudizio politico negativo sull’intera operazione, il Governo e l’Inps non potranno sottrarsi all’obbligo di rendere noti i dati concernenti le domande presentate, quelle accolte e i principali motivi di esclusione.
A questo fine, sarà necessarie raccogliere tutte le informazioni in possesso delle nostre strutture per metterci in condizione, nel prossimo mese, di comunicare un’informazione corretta, senza trascurare le iniziative dei comuni che potrebbero seguire l’esempio del governo.
Ha cominciato il Comune di Roma con una carta prepagata di 25 euro mensili, per quattro mesi, destinata a circa 5000 famiglie “meno abbienti” e 5000 pensionati di età superiore a sessantacinque anni e con una pensione mensile inferiore a 446,15 euro.
Un esempio che potrebbe essere seguito da altri comuni estendendo l’area di quel welfare caritatevole che caratterizza il provvedimento del governo. Tutto il contrario della contrattazione sociale il cui compito è promuovere ed estendere diritti.
Come si vede, l’introduzione della carta acquisti apre possibili scenari che non possiamo sottovalutare.
Per questo anche l’informazione da noi fornita ai possibili destinatari deve essere puntuale e veritiera in modo da allontanare qualsiasi accusa di strumentale opposizione.
Come già abbiamo fatto in questo mese, continueremo a seguire l’evoluzione di questo provvedimento con le altre strutture della CGIL, in particolare con l’INCA e i CAAF, affinché le indicazioni siano univoche e documentate.
Cordiali saluti

Carla Cantone


29 dicembre 2008 Ufficio Stampa Cgil Salerno