“L’effetto del boom di pignoramenti
a Salerno è anche il frutto dello squilibrio esistente tra il
costo delle abitazioni e l’economia reale cittadina”.
Il Segretario Generale della Camera del Lavoro Territoriale
di Salerno, Franco Tavella, torna sulla vicenda del caro-case in città,
a pochi mesi dall’indagine svolta dalla CGIL sui costi immobiliari
a Salerno e Provincia, e dopo le notizie dei pignoramenti subiti da
455 famiglie salernitane inadempienti alle rate del mutuo.
“A dimostrazione di quanto affermato un solo dato che riguarda
l’incidenza dei canoni dell’affitto o del mutuo sui redditi.
In una famiglia che vive con 1.250 euro netti al mese, dunque una famiglia
media con un solo stipendio, l’incidenza dei costi immobiliari,
a Salerno, oscilla tra il 48 e il 64% in periferia e tra il 64 e l’80%
in centro. Non va meglio a Battipaglia, dove le rate incidono sul reddito
familiare dal 32 al 36% o ad Eboli, dove le percentuali variano dal
28 al 32%. La condizione sostanziale non cambia se si considerano stipendi
medi più alti: in una famiglia salernitana che, mensilmente,
vive con 2.250 euro netti, infatti, mutuo o affitto incidono sul bilancio
dal 26 al 44% a seconda della zona”.
Tavella individua nello spopolamento di Salerno una delle conseguenze
dell’impennata dei costi immobiliari.
“Non è un caso – afferma – che la popolazione
in città abbia subito un netto calo: nel 2002, infatti, a Salerno
vivevano 137.728 persone. Nel 2006 ne risultavano, invece, 132.790.
Il dato si fa più preoccupante se si fa riferimento alla fascia
d’età compresa tra i 19 ed i 35 anni: nel 2002 erano 32.013,
nel 2006 30.178. Anche a Battipaglia ed a Nocera Inferiore i giovanissimi
stanno andando via: nel 2002, infatti, a Battipaglia erano censiti 13.100
giovani tra i 19 ed i 35 anni; nel 2006 12.657. A Nocera Inferiore,
invece, l’anno scorso ne risultavano 11.257 contro gli 11.907
di quattro anni fa”.
31 ottobre 2007 Ufficio Stampa CGIL Salerno |