| Verso
la Conferenza di Organizzazione della Cgil |
RELAZIONE INTRODUTTIVA DI CARLA CANTONE AL COMITATO DIRETTIVO NAZIONALE
DEL 17 DICEMBRE 2007
Oggi dobbiamo approvare il documento
politico che avvierà e accompagnerà tutto il percorso
della Conferenza di Organizzazione.
Si tratta di dare attuazione alla decisione congressuale di tenere la
Conferenza entro un biennio dal Congresso stesso, in particolare con
la Tesi 10 “una Cgil democratica e rappresentativa”. Sulla
base di questa decisione abbiamo iniziato una discussione che ha visto
coinvolto in primo luogo il Coordinamento Nazionale degli organizzatori
e a seguire le strutture confederali e di categoria, chi in forme seminariali,
chi negli organismi direttivi, chi con gli organizzatori della propria
struttura.
Fin dall’inizio ci si è resi conto che da troppo tempo
il corpo dell’organizzazione non discuteva più, in termini
approfonditi e puntuali, dell’organizzazione.
D’altra parte sono passati 14 anni e si sono tenuti 3 Congressi
dall’ultima Conferenza di Organizzazione. Era il 9 novembre 1993.
Da allora si è rimandato da un Congresso all’altro, questo
appuntamento, in quanto c’è sempre stato un evento improvviso
o un impegno politico straordinario che imponeva al gruppo dirigente
della Cgil si soprassedere alla Conferenza di Organizzazione per spostare
il nostro impegno politico sugli eventi che di volta in volta si verificavano.
In questi anni abbiamo però assunto decisioni non secondarie
per la vita interna dell’Organizzazione.
Mi riferisco alle Regole, allo Statuto, al pluralismo, ad alcuni assetti
delle strutture.
E’ stato un lavoro importante, che ha saputo dare risposte alle
necessità che caratterizzavano il contesto di ogni periodo che
abbiamo attraversato e che ancora oggi sono uno strumento valido per
la nostra organizzazione.
Ma tutto questo non può più bastare.
Al Congresso prima e nel lavoro organizzativo dopo, ci siamo resi conto
che la necessità di leggere e affrontare i cambiamenti comporta
per noi la necessità di ripensare la ricollocazione della nostra
organizzazione e delle sue strutture.
Il cambiamento è stato profondo, per cui, abbiamo detto più
volte: se tutto cambia la Cgil non può stare ferma.
I cambiamenti richiedono di riposizionare i nostri gruppi dirigenti,
le risorse umane ed economiche. I cambiamenti ci impongono di rafforzare
le nostre rappresentanze e di estendere la nostra rappresentatività.
Di valorizzare e rafforzare il nostro pluralismo, di consolidare la
nostra autonomia, e la nostra democrazia in un contesto politico molto
inedito.
Con questi obiettivi abbiamo lavorato nell’ultimo anno, a partire
dal seminario di Firenze degli Organizzatori nel novembre 2006 e dalla
riunione dei Segretari Generali del 30 gennaio 2007, e successivamente
con l’approvazione del regolamento il 4 luglio e l’insediamento
della Commissione Politica l’11 settembre scorso, che ha definito
le varie tematiche da affrontare e da inserire nel documento che oggi
dobbiamo approvare.
Non riprendo le ragioni delle scelte di merito. Ne abbiamo abbondantemente
discusso.
Sono temi che il XV° Congresso ci ha consegnato e ai quali il documento
fa ovviamente riferimento.
Dopo l’insediamento della Commissione Politica ci siamo dedicati
alla Consultazione sul Protocollo Welfare spostando in avanti il calendario
dei lavori sulla Conferenza, di due mesi.
Infatti dovevamo iniziare il percorso il 19 novembre scorso con i direttivi
allargati delle categorie territoriali e concluderlo il 17-18 aprile
2008 con l’appuntamento nazionale conclusivo.
Abbiamo quindi riformulato il calendario, con la partenza il 21 gennaio
prossimo e la conclusione l’8-9 maggio 2008.
Nell’ultimo mese la Commissione Politica ha definito il documento
che oggi a nome della Commissione vi abbiamo consegnato e che il 14
dicembre scorso, dopo aver verificato e discusso i vari emendamenti
che i componenti il Direttivo Nazionale ha inviato alla Commissione
stessa, ho sottoposto al voto ricevendo una sola astensione.
Come più volte abbiamo sottolineato, si tratta di un documento
politico di avvio del percorso, che sarà discusso nelle varie
istanze della Conferenza. Un documento che sarà alla base della
nostra discussione, aperto ai contributi che sui singoli temi arriveranno
dalle varie conferenze e che dovranno trovare sintesi alla Conferenza
Nazionale dell’8-9 maggio.
Nella Commissione Politica, non tutti gli emendamenti e le proposte
sono state accolte.
I compagni e le compagne, sanno che potranno avvalersi del regolamento
per, eventualmente far vivere le loro convinzioni dal basso nel pieno
rispetto del regolamento stesso.
Abbiamo scelto un percorso aperto e partecipativo, proprio per coinvolgere
tutto il gruppo dirigente e in modo particolare i delegati a tutti i
livelli perché c’è bisogno di discutere e approfondire,
c’è bisogno di ragionare, c’è bisogno del
contributo di tutte le strutture e anche dei rappresentanti dei posti
di lavoro.
Abbiamo scelto un percorso che davvero vuole il massimo coinvolgimento
fin dall’avvio. Un percorso che sulla base di un documento nazionale,
parte dal territorio e sale fino all’appuntamento decisivo ove
le scelte diventeranno definitive e impegnative per tutti.
Altre volte abbiamo scelto modalità diverse, cioè dall’alto
verso il basso.
Dopo 14 anni non è praticabile. Non so se tutti ne sono consapevoli,
ma vi assicuro che il bisogno di discutere e approfondire è altissimo,
per cui non possiamo scegliere una impostazione ordinaria, quasi scontata,
burocratica.
Non è possibile. Abbiamo bisogno di rimettere le mani dentro
il nostro modello organizzativo, perché il cambiamento è
stato più veloce della nostra volontà e della nostra pratica,
dei nostri assetti strutturali.
Per questo lo stimolo deve essere alto, perché tutti siamo chiamati
a ripensare noi stessi, ad una rinnovata capacità di rappresentare
meglio e più ampiamente gli interessi che vogliamo difendere.
Alla fine dovremo quindi responsabilmente puntare su ciò che
deve essere il cuore del nostro cambiamento e scegliere con concretezza,
non una tradizionale lista organizzativa, ma i punti centrali che ci
consentiranno di realizzare l’obiettivo e cioè quello della
centralità del lavoro e della condizione sociale.
Il territorio come scelta fondamentale per sostenere e rafforzare gli
obiettivi definiti al XV° Congresso.
La Cgil per riprogettare il Paese, rafforzare rappresentanza e rappresentatività,
per una rinnovata confederalità dell’organizzazione.
A questa finalità deve corrispondere la centralità del
nostro essere sindacato generale e di programma.
Le scelte definitive saranno successivamente deliberate dal CD entro
3 mesi dalla Conferenza Nazionale per le parti ad esso demandate dallo
Statuto, mentre ciò che sarà di pertinenza congressuale
verrà trasferito al XVI° Congresso.
Il punto quindi è partire convinti, scrollandoci via la pigrizia
che sappiamo esistere, spesso nascosta dietro i numerosi impegni politici
che non ci lasciano, né ci lasceranno mai.
Sappiamo che si tratta di uno straordinario lavoro al quale tutti siamo
chiamati.
Ma c’è troppo bisogno di discutere. Siamo già in
ritardo, ma questa volta, questo gruppo dirigente, deve assumersi questo
impegno individuale e collettivo e la responsabilità di portarlo
a termine.
Dobbiamo quindi assumere questo appuntamento con un comune ed unitario
impegno sapendo che le differenze, che pure esistono fra di noi devono
saper vivere nel dibattito delle assemblee organizzative, nei territori
e nelle categorie, con la volontà di tutti a ricercare soluzioni
condivise ed utili al raggiungimento degli obiettivi che saranno il
cuore della Conferenza stessa.
Il documento può sembrare sbilanciato, in quanto alcuni punti
sono maggiormente argomentati rispetto ad altri.
Sarà proprio il dibattito e il contributo delle varie assemblee
organizzative ad integrare le tematiche che volutamente sono esplicitate
in termini più contenuti di altre.
Inoltre dovremo convocare una riunione apposita delle compagne per definire
in termini più puntuali tutto il capitolo sulle politiche organizzative
per la promozione dei quadri femminili, come ci eravamo impegnati a
fare, ma che gli impegni non lo hanno permesso.
Vi propongo quindi di leggere il documento varato dalla Commissione
Politica che ha accolto buona parte degli emendamenti.
Molti emendamenti riguardavano la stessa materia e sono stati accorpati
e riformulati.
Gli emendamenti che non sono stati accolti, potranno, se i compagni
lo vorranno, trovare soluzione nel percorso della conferenza stessa
come già detto all’inizio.
Pertanto vi propongo di presentare entro le ore 13.00 eventuali nuovi
emendamenti, che verranno poi accolti o meno dal Direttivo.
Va da se che il Direttivo non deve riprendere il dibattito generale
sul documento e quindi sulla Conferenza, perché da questo momento
il dibattito si trasferisce ai vari livelli previsti dal regolamento.
Il Dipartimento Organizzazione Nazionale invierà al più
presto la ripartizione dei delegati da eleggere alla Conferenza Nazionale.
Per i delegati che dovranno partecipare alle Conferenze di Organizzazione
delle varie strutture, si deve far riferimento al Regolamento approvato
il 4 luglio u.s.
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