Atipici
COMUNICATO NIDIL SALERNO

L’aumento delle collaborazioni negli anni ha portato ad avere oggi circa il 10% dei lavoratori attivi con contratti di lavoro a termine e di tipo subordinato.

In provincia di Salerno siamo a 35mila iscritti al fondo di gestione separata dell’INPS per i lavoratori atipici con contratti di collaborazione; più della metà sono in un’età compresa fra i trenta e i cinquant’anni. Più della metà sono donne.

E parallelamente cresce il numero dei committenti, quasi raddoppiato negli ultimi anni, in barba alla legge Biagi e alla previsione di controllo che la stessa legge avrebbe dovuto avere sulle collaborazioni, mentre diminuiscono i compensi già magri dei collaboratori: non vi sono infatti minimi stabiliti per legge o per contratto. Spesso poi l’aumento dei costi previdenziali è scaricato dalle imprese sui collaboratori.

E se i compensi in genere si attestano sui 12/13mila euro l’anno, per le donne questi compensi sono di solito dimezzati.

Pertanto chiediamo ai candidati del centrosinistra di accogliere le richieste dei lavoratori precari che NIDIL presenta:

cancellare la legge 30, superando radicalmente la filosofia su cui si fonda, poiché il lavoro non è una merce. Occorre ben definire i distinguo fra lavoro dipendente e lavoro parasubordinato e potenziare la contrattazione collettiva per una solidarietà tra i lavoratori.
Compensi equi, non più determinati unilateralmente dai datori di lavoro, ma il lavoro atipico non deve costare meno di quello dipendente.
Pieno diritto a maternità e malattia. I giorni in cui il lavoratore è ammalato devono essere retribuiti. E scegliere di essere madre non può essere una colpa.
Inclusione nel welfare nazionale prevedendo per i precari sostegno al reddito nei periodi di disoccupazione, contribuzione figurativa per i periodi di non lavoro e ricongiungimento di tutti i contributi previdenziali senza i limiti oggi imposti.
Inclusione nel welfare locale, con l’inserimento dei lavoratori parasubordinati dalle politiche attive del lavoro di regione e provincia, con particolare attenzione al bisogno di formazione e riconoscimento professionale. I lavoratori precari, anche attraverso leggi regionali, devono poter accedere a crediti agevolati e contributi destinati allo sviluppo della propria attività. Anche le graduatorie dei servizi pubblici non possono penalizzare i collaboratori perché equiparati, falsamente, ai lavoratori autonomi. Lavoro parasubordinato e lavoro dipendente non possono essere equiparati solo per il fisco. Il welfare locale non può rinunciare a salvaguardare la coesione sociale.

Chiediamo che le cinque richieste siano sottoscritte dai candidati del centrosinistra che sono invitati ad intervenire all’iniziativa che NIDIL terrà il 31 marzo al Jolly Hotel alle ore 16,00 a Salerno, dove sarà gradito anche un contributo alla discussione.

31 Marzo 2006 La Segreteria NiDiL – CGIL Salerno