Operatori sanitari, lavoratori precari e pensionati presidiano
la struttura sanitaria di Via Nizza del capoluogo e costringono la Direzione
Generale dell’Asl SA2 al tavolo del confronto per la soluzione
dei problemi più scottanti che affliggono il settore.
La giornata di lotta, messa in atto ieri 21 febbraio, e guidata in particolare
dai rappresentanti del sindacato pensionati italiani e della Funzione
Pubblica Cgil di Salerno, ha determinato, dunque, un primo significativo
momento di verifica della volontà aziendale verso le problematiche
sollevate da tempo dai sindacati di categoria per affermare una nuova
e più moderna cultura nel modo di rapportare le prestazioni sanitarie
rispetto alle esigenze territoriali, dell’utenza, degli operatori
e della funzionalità dei servizi.
I sindacati hanno sottolineato al direttore generale Federico Pagano
ed ai vertici dell’ASL presenti tutte le loro preoccupazioni in
relazione alla mobilità di personale infermieristico dirottato
dalle funzioni dei servizi distrettuali presso l’ospedale di Eboli.
“In effetti – commentano i sindacalisti Arturo Sessa
e Margaret Cittadino
(Funzione Pubblica) e Michele Fortunato (Spi-Cgil) - tale mobilità
comporterà una ulteriore diminuzione dei livelli assistenziali
nel distretto di Salerno, a partire dai servizi di assistenza domiciliare
e di altre prestazioni essenziali. Rispetto a ciò abbiamo chiesto
ai Dirigenti dell’Asl di attuare una politica sanitaria nella
città di Salerno che garantisca una concreta ottimizzazione di
servizi ed assistenza sanitaria”.
I punti salienti evidenziati dalla delegazione sindacale hanno riguardato:
1) la riduzione delle liste di attesa;
2) l’incremento delle prestazioni riabilitative presso la struttura
pubblica del “Da Procida”;
3) il miglioramento delle attività per l’assistenza domiciliare
integrata;
4) le garanzie circa la Radioterapia nella struttura pubblica del “Ruggi
d’Aragona”.
La Direzione Generale dell’Asl ha condiviso l’impostazione
data dal sindacato e le priorità indicate, tanto che, dopo ampia
ed approfondita discussione, ha deciso che:
1) revocherà le convenzioni stipulate, in merito alle prestazioni
di radioprotezione, con l’ASL SA3 e con un Centro privato di Nocera
Inferiore, permettendo così ai cittadini salernitani di poter
usufruire di tale servizio presso l’acceleratore lineare dell’azienda
ospedaliera S. Leonardo di Salerno;
2) procederà all’assunzione urgente dei lavoratori precari
mediante lo scorrimento della graduatoria in essere presso l’azienda
ospedaliera, ciò comporterà la sospensione di qualsiasi
procedura di mobilità dei lavoratori dal Distretto agli ospedali
al fine di mantenere i livelli di assistenza nelle prestazioni di competenza;
3) incontrerà nuovamente i sindacati il prossimo il 6 marzo per
tentare di mettere a punto un’intesa, con le parti sociali e le
associazioni, sui processi di programmazione e di gestione delle politiche
sanitarie.
“Come sindacato dei pensionati Cgil su questi temi stiamo
in campo a 360 gradi per potenziare e migliorare l’assistenza
sanitaria agli anziani, alle fasce deboli e non autosufficienti ed ai
malati oncologici mediante percorsi e servizi integrati e di qualità”,
ha dichiarato il segretario Fortunato. Il sindacato ha espresso vivo
apprezzamento per le aperture e gli impegni che il direttore Pagano
ha manifestato nel corso dell’incontro ed ha sollecitato lo stesso
a riaprire il confronto sugli accordi di programma già intervenuti
tra l’Asl SA2 e l’Azienda Ospedaliera in merito a problemi
legati all’emergenza 118, alla riabilitazione, al Piano oncologico,
alla nutrizione artificiale, eccetera.
Salerno, 22-02-2006 Ufficio Stampa Spi-Cgil Salerno