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Conferenza Programmatica CGIL Salerno. "Idee a Confronto" Sintesi Relazione di Franco TAVELLA (Segr. Gen. CGIL Salerno) |
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La relazione del massimo
dirigente della Camera del Lavoro di Salerno apre i lavori della Conferenza
di Programma con un duro attacco al Governo di Centrodestra, sia per
i tagli di risorse annunciati con la manovra finanziaria 2006, sia perché
il documento finanziario in discussione mira essenzialmente a mantenere
un pezzo di consenso sociale, ignorando, di conseguenza, gli altri problemi
scottanti del Paese e le difficoltà a sbarcare il lunario di
lavoratori, giovani, pensionati, disoccupati e famiglie a basso reddito.
“Una manovra – spiega Tavella - condita da un isterismo elettorale ed istituzionale senza precedenti che può diventare devastante per il Paese”. Sfiducia a giorni alterni al Governatore della Banca d’Italia, Fazio, ripescaggio del ministro dell’economia,Tremonti, appena qualche mese dopo il suo siluramento, l’Udc che dà il benservito a Berlusconi e chiede un cambio di leadership rendono il tutto ancora più drammatico ed instabile con gravi riflessi negativi sulle condizioni dell’economia in generale e del Mezzogiorno in particolare. Tavella affonda il coltello soprattutto nel taglio dei trasferimenti agli Enti locali. “In effetti – dice - ridurre la possibilità per gli Enti di offrire servizi adeguati ai cittadini, in presenza di consistenti tagli alle risorse finanziarie, determina di fatto un innalzamento del livello di tassazione indiretta, a partire dalle tariffe legate ai servizi essenziali”. Tutto ciò si abbina ad un impoverimento del tessuto sociale meridionale rappresentato, tra l’altro, dalla fuga annua di oltre 100 mila giovani scolarizzati dal Sud verso il Nord. In tale contesto il Relatore inserisce anche i ritardi nell’approvazione del contratto di lavoro dei metalmeccanici e gli effetti negativi sul salario registrati a seguito dell’aumento del costo della vita e della mancata restituzione del fiscal-drag. Dal 2002 al 2004, secondo il rapporto Ires-Cgil, i salari hanno perso infatti 824 euro in termini di potere d’acquisto e 423 euro per effetto della mancata restituzione del fiscal-drag. Rispetto a questo quadro, la Cgil ha organizzato questa Conferenza di Programma per entrare più nel merito dei problemi che affliggono la provincia di Salerno, partendo in particolare da un confronto serrato con le controparti imprenditoriali e istituzionali per rimettere in piedi uno sviluppo mirato e produttivo e che punti ad affermare una rinnovata etica dei valori culturali “della responsabilità”4 e ad affermare una riorganizzazione della macchina amministrativa e delle stesse burocrazie locali. “Dobbiamo tristemente sottolineare che lo sforzo che in questi mesi stiamo producendo per raggiungere questi obiettivi viene visto spesso con sospetto, tanto che, per esempio, oltre ad incontrare come sindacato non poche difficoltà per dare impulsi stimolanti per la crescita della ricerca, delle politiche infrastrutturali, delle reti, delle innovazioni, del credito e della legalità, discutere di bilanci degli Enti appare per taluni azione di lesa maestà, favorire dibattiti sulla spesa pubblica una indebita intromissione, sindacare sulle scelte una inutile azione di disturbo”, afferma Tavella. La convinzione di questi principi induce quindi il sindacato ad avvertire l’esigenza di avviare con gli Enti locali una contrattazione generalizzata sui bilanci. Una necessità quindi che si pone come obiettivo principale l’elaborazione di documenti programmatici e finanziari più rispondenti alle esigenze dei cittadini e meno allineati al ricorrente “vizietto” delle convenzioni esterne (è nota su quest’ultimo punto la polemica che di recente si è sviluppata tra la Cgil e la Presidenza dell’Amministrazione Provinciale di Salerno). “Proponiamo, quindi – sostiene il Relatore – di avviare con la Provincia un percorso di “bilancio partecipato” dentro il quale sperimentare una discussione preventiva con i cittadini, le forze sociali e le realtà economiche territoriali, in modo da avvicinare la politica alla società civile, di rendere più comprensibile la spesa pubblica e di rivolgere più attenzione alle politiche sociali, alle attese della gente e alle risorse da destinare alla “Cabina di Regia” per favorire lo sviluppo e sostenere le iniziative di merito”. Un altro punto forte della relazione di Tavella è senza dubbio quello che pone al centro la riorganizzazione produttiva delle Società impegnate soprattutto nella fornitura dei servizi (rifiuti, acqua, energia, gas, trasporti, eccetera). A confortare questa tesi viene citato uno studio promosso da Medio Banca e realizzato dalla Fondazione “Civicum”. Dal monitoraggio si evince che, se pensate come moderne aziende “Multiutiles”, le Società partecipate possono chiudere i bilanci in positivo e ridistribuire gli utili attraverso un abbattimento delle tariffe che gravano sui cittadini. “Da ciò – ribadisce il numero uno della Cgil salernitana – la necessità di aprire un confronto con gli Enti interessati e le Società miste di Salerno e provincia per procedere ad un riordino organizzativo e ad una razionalizzazione”. La Cgil punta, dunque, a snellire il numero delle Società miste sul territorio, evitando così l’ingolfamento di presenze e aumenti dei costi di gestione. “Noi proponiamo un’azione diffusa, coordinata attraverso la Cabina di Regia costituita in Provincia, di un percorso che possa accorpare una grande parte di queste Società, favorendo così un’economia di scala, servizi più efficienti, meno spese di gestione e diminuzione delle tariffe”, commenta Tavella. Ma non si ferma qui il tono critico del Relatore. “Ovviamente – continua - per conseguire ciò bisogna abbandonare vecchie gelosie, rendite di posizione e, ahimè, qualche Presidenza e qualche Consiglio di Amministrazione”. Nel mirino del sindacalista anche il sistema attuale di raccolta dei rifiuti. La stagione dell’emergenza ha infatti creato, com’è noto, sovrapposizione di ruoli, conflitti, inefficienze, vaste speculazioni e illegalità. A fronte di ciò sollecita, oltre alla valorizzazione della raccolta differenziata, un riordino dell’esistente, sia per migliorare la qualità del servizio che per trasformare i tributi della nettezza urbana (Tarsu) in tariffa di consumo procapite, tra l’altro previsto dal decreto Ronchi. L’introduzione del sistema della tariffa consentirebbe una maggiore equità rispetto alla superficie dichiarata. “Solo per fare un esempio – prosegue il segretario Cgil – se prendiamo in esame la città di Salerno, scopriamo che si occupano di raccolta rifiuti: l’Amministrazione comunale; il Consorzio Sa2; la Società Salerno Pulita; L’Aser (Società mista raccolta beni durevoli). Una situazione assurda, dunque, che a nostro avviso va superata attraverso l’individuazione di un unico riferimento territoriale, che mediante l’assunzione di responsabilità si costituisca in Società di scopo”. L’analisi dei problemi territoriali continua, oltre che con una serie di critiche sui ritardi in corso nella realizzazione di alcune opere importanti (vedi autostrada Salerno-Reggio Calabria), con i rilievi sulla grave sofferenza dell’apparato produttivo, a partire dall’ultima crisi che è scoppiata alla Finmek di Pagani dove, ai 1000 addetti della Campania ed a 3000 del Gruppo, rischiano il lavoro, per l’indifferenza del Governo, circa 300 lavoratori, contribuendo così a rendere ancora più drammatico il già alto tasso di disoccupazione dell’Agro. “Per affrontare questi temi non ci servono inutili politiche dell’effimero così come è stato registrato in altre occasioni (ne sanno qualcosa i lavoratori dell’ex Standard, di Finmatica, eccetera), ma occorrono interventi mirati e determinati nelle scelte, nella programmazione e negli investimenti”, dice il Relatore. “Per concretizzare questo progetto – evidenzia - riteniamo che ci voglia una visione d’insieme del territorio e per questo pensiamo all’”Unione dei Comuni: un organismo nel quale siano presenti Rappresentanze territoriali, Sindaci, Rappresentanti dei Consigli comunali e delle Forze sociali. Occorre poi, secondo noi, rivisitare il Patto Territoriale dell’Agro e puntare ad un’Agenzia di Sviluppo locale”. Per l’Agro, ma questo vale anche per altre realtà della provincia, Tavella ritiene che si debba correggere l’impostazione sulle politiche industriali ed a tale riguardo afferma “che in un’area industriale senza dubbio bisogna individuare ciò che si vuole produrre, ma ritengo pure che non sia meno importante programmare bene chi e come bisogna produrre”. Partendo da questo presupposto evidenzia la necessità di puntare sull’affermazione della legalità e sicurezza sul lavoro, sulla dotazione di infrastrutture funzionali, su una moderna mobilità per passeggeri e merci, sul potenziamento della formazione e sulla valorizzazione delle risorse socio-culturali e ambientali del territorio. Per la provincia di Salerno un’altra priorità manifestata è quella dell’esigenza di una nuova politica energetica, in quanto si registra un deficit insopportabile per qual si voglia visione industriale. A tale riguardo è stato segnalato che il Salernitano importa energia per circa il 92% del fabbisogno con un costo doppio rispetto alle altre aree territoriali. “Queste condizioni ci hanno indotto a guardare alla struttura termoelettrica come possibile soluzione”, spiega Tavella. Aggiunge però che “ siamo d’accordo sulla struttura per la produzione di energia, ma questo nostro assenso resta condizionato dalla garanzia di piena salvaguardia e tutela della salute dei cittadini e dell’assetto ambientale del territorio”. Rispetto a questo principio fermo e prioritario chiede anche altre garanzie che vanno dalla costituzione di un comitato di esperti per la tutela dell’ambiente al rigoroso rispetto della legalità e dalle agevolazioni per l’acquisto di energia a impegni sull’occupazione, con particolare attenzione ai lavoratori ex Ideal standard. Riprendere l’esperienza dei Patti Formativi Territoriali, innalzare la qualità dei prodotti per essere più competitivi sui mercati internazionali, valorizzare il ruolo qualificante del Parco Scientifico e Tecnologico, dell’Università, della Scuola, della Ricerca e dell’Innovazione sono stati altri importanti argomenti affrontati. Mentre per recuperare i ritardi e per programmare sul territorio Tavella propone la costituzione di un “Osservatorio Provinciale” in modo da favorire le politiche di orientamento e una più qualificata collaborazione tra Università, Enti, Imprese e Organizzazioni Sociali. “Lasciatemi dire anche che, francamente, a fronte dei problemi che ci pone un’economia globalizzata, è semplicemente stucchevole un dibattito politico che frequentemente si sofferma sulle rivalità territoriali all’interno della stessa Regione. Dobbiamo invece, a mio modo di vedere - prosegue il Dirigente sindacale – ritrovare le sinergie necessarie tra la provincia di Salerno e la grande area metropolitana di Napoli affinché si sviluppi un’interazione economica di rafforzamento dentro una coerente politica regionale”. A tale riguardo segnala la possibile integrazione tra i porti commerciali e tra gli approdi turistici di supporto al turismo regionale, come ad esempio tra Napoli, Capri, Ischia e Salerno con le sue Costiere Amalfitana e Cilentana. Integrazione regionale che deve tener conto anche delle strutture aeroportuali (e quindi della valorizzazione dello scalo aereo di Pontecagnano), degli interporti (e quindi dell’individuazione concreta del ruolo di quello della Piana del Sele) e delle Università (e quindi di una crescita coordinata ed integrata dello studio e della ricerca tra gli Atenei Campani). In tale contesto, oltre a ribadire che Napoli e Salerno, grazie alla loro favorevole collocazione territoriale possono svolgere un ruolo di grande rilievo nel settore dei trasporti marittimi, Tavella puntualizza che già oggi i porti di Napoli e Salerno movimentano il 20% del traffico containers nazionale e coprono il 25% delle linee dedicate alle autostrade del mare. Sottolinea anche che nel 2004 sono transitati per Salerno 133 mila passeggeri e che agli scali di Messina, Catania e Palermo si sono aggiunti quelli di Tunisi e Valencia. Questa crescita impone più spazi per il porto di via Ligea, magari rinunciando a qualche parcheggio vuoto per 10 mesi l’anno, ma anche scelte coraggiose e non più rinviabili per l’incentivazione del trasporto su ferro da e per il porto e lungo l’asse ferrato che collega il capoluogo salernitano all’Agro, all’area partenopea e alle zone costiere ed interne del Cilento. Un trasporto integrato e funzionale consentirebbe di valorizzare al meglio anche le risorse del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. “Parco questo che riesce ad abbinare alle meravigliose zone collinari una costa tra le più belle e suggestive del Mezzogiorno”, sostiene Tavella. Nonostante queste potenzialità, il Parco non riesce ad attivare una maggiore attrazione turistica e mostra purtroppo forti limiti anche il superamento della precarietà in cui operano i lavoratori socialmente utili (circa 200) impegnati nei progetti. Per affrontare questi temi Tavella annuncia che nei prossimi mesi la Cgil ha già in programma una conferenza tematica sul Parco del Cilento e Vallo di Diano. In cantiere pure iniziative sindacali per favorire lo sviluppo di un’economia ambientalista, dell’energia alternativa, della Bio-Architettura e dell’incentivazione di Consorzi per la produzione e la commercializzazione dei prodotti tipici a marchio “Parco”. Scelte queste che secondo Tavella potrebbero frenare lo svuotamento dei piccoli Comuni e consentire a tanti giovani di lavorare nelle loro zone. Per questi obiettivi appare evidente l’esigenza di migliorare i servizi di mobilità su ferro (sia nel capoluogo, con l’atttivazione del metrò leggero, che lungo la dorsale tirrenica), via mare e su gomma. “Noi pensiamo ad esempio al “Treno del Parco”, con itinerari che possano mettere in rete i Comuni interni cilentani. Ma non finisce qui – continua il sindacalista – perché oltre a ciò occorre rafforzare nel Cilento e nelle altre zone della provincia i servizi per i cittadini, a partire dagli ospedali fino ai presidi di primo soccorso, dalle scuole alla funzionalità degli uffici pubblici, a partire dai Comuni fino agli sportelli degli uffici postali. Tavella, infine, rivendica l’affermazione di una nuova cultura della politica, in grado di leggere ed interpretare con rinnovato umanesimo le sfide del presente. “Questa, io credo, possa essere una sfida affascinante per tutti. Noi della Cgil siamo pronti a raccoglierla”, conclude il Segretario generale di Via Manzo. Salerno, 29/9/2005 Ufficio Stampa Cgil Salerno |