Comunicato Stampa
La SUTOR MANTELLASSI, ex BOMA
 

La SUTOR MANTELLASSI, ex BOMA, azienda di “Fosso Imperatore” chiamata in causa nella denuncia della Cgil di Salerno nel contesto dello scandalo di “sprechi e degrado” emerso nella ormai nota area industriale di Nocera Inferiore, ritira la procedura di mobilità e chiede la Cig (Cassa integrazione guadagni) a zero ore per i suoi 31 lavoratori.
L’importante decisione, che sostanzialmente evita ai dipendenti il primo passo verso il licenziamento, è stata assunta oggi 30 novembre in una riunione svoltasi a Napoli presso l’Ufficio Regionale del Lavoro tra le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti della ex Boma.
“E’ un primo risultato che conferma ancora una volta che l’impegno e la lotta dei lavoratori sui problemi che abbiamo sollevato con determinazione nell’area industriale nocerina, alla fine pagano”, commenta Franco Tavella, segretario della Camera del Lavoro di Salerno.
Dalla riunione è emerso anche che la ex Boma non è in grado di anticipare i fondi per il pagamento della Cassa integrazione e, quindi, dovrebbe essere l’Inps a farsi carico delle incombenze finanziarie necessarie. Non è comunque la prima volta che l’ azienda, giunta a Fosso Imperatore all’indomani della dismissione delle M.C.M. con l’impegno di assumere una quota parte dei lavoratori licenziati dalle Manifatture Cotoniere Meridionali, ricorre agli ammortizzatori sociali: nel giugno del ’99 assumeva infatti 27 lavoratori ex Mcm, ma immediatamente ne chiedeva 12 mesi di cassa integrazione per ristrutturazione aziendale; finiti questi 12 mesi di Cigs, l’azienda, oltre ad ottenere congrui finanziamenti per ogni lavoratore assunto ed in concessione aree e capannoni industriali per circa 5000 mq. coperti, chiedeva una proroga di ulteriori 12 mesi che puntualmente veniva concessa. Ma non finisce qui perché l’elenco del ricorso alla c.i.g. va avanti, a fasi alterne, fino all’aprile di quest’anno, quando chiede, per crisi aziendale, la Cassa integrazione straordinaria. Nell’ottobre scorso, invece, comunica alle organizzazioni sindacali il licenziamento di tutte le maestranze per cessazione attività.
“Come dicevo – aggiunge Tavella – il risultato della riunione di oggi è senza dubbio da non sottovalutare perché blocca il licenziamento di una trentina di lavoratori, però, rispetto ad un quadro così caotico, mi convinco sempre di più che nella realtà industriale di Fosso Imperatore bisogna fare piena chiarezza e che le Autorità preposte ai vari livelli, politici e istituzionali, non facciano tardare un loro incisivo intervento, sia per valorizzare l’impegno degli imprenditori che operano con serietà, che per evitare sprechi di danaro pubblico e rischi di ulteriori licenziamenti in una zona già fortemente penalizzata dalla disoccupazione”.

30 novembre 2005 Ufficio Stampa Cgil Salerno